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La compagna Ilaria Salis dirotta su Cuba: dopo Hamas, la nuova flotilla vuole aiutare il regime castrista
Tiene banco in queste ore l’ultima trovata della compagna Ilaria Salis: l’europarlamentare di Avs è pronta a salpare su una “flotilla” per forzare il blocco a Cuba. Dopo il tentativo di soccorso rosso a Gaza, con indiretti e concreti benefici per i tagliagole di Hamas, ora i destinatari ufficiali sono i cittadini cubani. Con l’aiuto effettivo è ai gerarchi castristi, che affamano da oltre 60 anni la popolazione.
Chi resta coerente nella sua deriva è invece Ilaria Salis. Eletta sotto la bandiera di Alleanza Verdi e Sinistra, l’ex maestra milanese arrestata a Budapest, sta trasformando il prestigioso mandato europeo in una grottesca passerella ideologica, utilizzando l’immunità non come tutela democratica, ma come scudo per una militanza spericolata e provocatoria.
Non sfugge a nessuno come la decisione di puntare verso l’isola caraibica non sia che l’ennesimo tributo a un totem ideologico polveroso: quello di una sinistra radicale che, pur di sventolare il vessillo dell’antiamericanismo, sceglie scientemente di ignorare le sistematiche violazioni dei diritti civili e la totale assenza di libertà democratiche sotto i simboli della falce e martello. È il sistematico e sinistro paradosso di chi si professa paladino dei diritti in Italia o in Europa, ma corre a solidarizzare con le dittature più sanguinarie (da Hamas a Cuba).
Questo “turismo rivoluzionario”, coordinato con la spedizione verso Gaza, è chiaro a tutti che non ha nulla di umanitario e tutto di politico e propagandistico. Si tratta di una chiara strategia premeditata per mettere in imbarazzo il governo italiano e le istituzioni europee, forzando la mano su dossier delicatissimi attraverso azioni di disturbo che rasentano l’irresponsabilità internazionale. Salis non agisce come un rappresentante delle istituzioni, ma come una “foreign fighter” della propaganda, sfruttando le risorse e la visibilità garantitele dai contribuenti per alimentare tensioni diplomatiche.
Invece di occuparsi dei problemi reali dei cittadini che l’hanno eletta, l’onorevole Salis sembra prediligere la coreografia della provocazione marittima. È la politica del gesto eclatante che calpesta la responsabilità del ruolo istituzionale. Cuba è solo l’ultimo palcoscenico di uno show politico . Come ha sarcasticamente ipotizzato Osho nella sua vignetta sul Tempo: con l’occasione la compagna Ilaria farà anche un salto a visitare le carceri di Guantanamo?