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Cerno Diaco

Diritti a targhe alterne

Insulti omofobi a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco: solidarietà dal centrodestra, sinistra muta

I due giornalisti oggetto di epiteti per la loro omosessualità e perché di destra: i progressisti nostrani stavolta tacciono

Cronaca - di Alessandro Divari - 11 Marzo 2026 alle 18:21

Insultati perché omosessuali e ignorati perché di destra. Si tratta di due giornalisti famosi, Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco, oggetto di epiteti omofobi e ignorati, nella difesa die loro diritti, dalla strabica sinistra degli arcobaleni. A denunciare il fatto proprio Tommaso Cerno, che ha ricevuto solidarietà da settori ampi della società civile ma non dai partiti di sinistra.

Le parole di Cerno

Ieri pomeriggio su Rai due ospite di Bellama’ abbiamo cantato Sal da Vinci con un’orchestra. Semplicemente la canzone. Nulla che c’entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri. Ma non va bene. Perché? Perché siamo omosessuali di destra? E gli omosessuali non possono esserlo. I commenti parlano chiaro“. Così Tommaso Cerno, durante la puntata di oggi della striscia quotidiana ‘2 di Picche’ su Rai2, parla dei commenti arrivati dopo la puntata di ieri, ospite del programma di Pierluigi Diaco.

“Che schifo i fr.. di destra”

Una dose di omofobia – afferma il direttore del ‘Giornale’ – che a me non fa né caldo né freddo, ma che volevo citare per spiegare come siamo ridotti in questo Paese: ‘Che schifo. Non c’è niente che mi fa più schifo dei froci di destra che cantano’“, riporta il giornalista. “Voi direte un giudizio legittimo. Questo lo posso dire io che vengo criticato perché non sono abbastanza politicamente corretto ma – sostiene Cerno – non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone”.

Francesca Pascale: “La sinistra è selettiva”

Francesca Pascale, l’ex compagna di Silvio Berlusconi, ha dato solidarietà ai due giornalisti: “Devo dare ragione a Cerno, purtroppo, la solidarietà da una parte politica è selettiva. Quanto succede a Cerno è grave, ma Cerno non è uno debole, persone come lui hanno le spalle per difendersi, non così altri, penso ad esempio alla vicenda delle giocatrici iraniane in Australia, un caso drammatico su cui, abbiamo visto, le femministe nostrane non hanno fatto alcun commento”.

Il commento del circolo Paolo Mieli  e di Luxuria

“Stupido e senza senso chi ha fatto un commento del genere. Non c’entra nulla essere di destra o di sinistra facciamo tutti parte di una stessa comunità a prescindere del colore politico, siamo omosessuali. Ed esprimo la mia solidarietà a Diaco e Cerno per aver ricevuto un insulto così pesante”. Così all’Adnkronos Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli.

Per Vladimir Luxuria, “si tratta di un atto volgare. Ho apprezzato molto il fatto che Cerno e altri abbiano fatto coming out – afferma Luxuria – anche perché conosco molti di sinistra che sono omosessuali e che non lo fanno, questa è una contraddizione!“.

La solidarietà della Rai

“Esprimo piena solidarietà a Tommaso Cerno e Pierluigi Diaco per i vergognosi attacchi omofobi di cui sono stati oggetto nelle ultime ore. La critica è sempre legittima in una democrazia; l’insulto fondato sull’orientamento sessuale delle persone non lo è mai. Colpire due professionisti per ciò che sono, anziché per ciò che fanno o dicono, rappresenta un segnale preoccupante di regressione nel dibattito pubblico”. Lo afferma il consigliere d’amministrazione Rai, Federica Frangi.

Se l’omosessualità è un tabù progressista

Al netto di Dario Nardella, ex sindaco di Firenze ed europarlamentare del Partito Democratico, nessun esponente della sinistra è intervenuto su questa brutta vicenda. Come se gli insulti omofobi avessero una direzione unica e fossero consentiti a corrente alterna. Perché tacere su episodi cosi vili e volgari? E’ una domanda che rimane irrisolta. Nessuno avrebbe dovuto nemmeno sollecitare una solidarietà civile e condivisa. E anche stavolta è stata persa un’occasione di semplice civiltà.

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di Alessandro Divari - 11 Marzo 2026