La commissione Covid va avanti
Il governo Conte comprò “mascherine farlocche” ignorando i fornitori affidabili. FdI: Guseppi smetta di fuggire
Il governo cinese fornì ai Paesi esteri una ‘white list’ di aziende cinesi ritenute affidabili per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per il contrasto dal Covid-19. Ma l’allora governo Conte-bis non la prese minimamente in considerazione. È quanto emerso dai lavori della commissione Covid che proseguono incessanti.
Commissione Covid: “La Cina segnalò le aziende affidabili”
A spiegarlo con dovizia di dettagli è stato il colonnello Alessandro Nencini, esperto pro tempore della Guardia di Finanza presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino nella prima fase della pandemia. E’ stato ascoltato nel corso dell’audizione della commissione d’inchiesta Covid. Proprio il colonnello Nencini già nel febbraio 2020 aveva segnalato un ingente traffico di mascherine e materiale medico-sanitario contraffatti. Un fenomeno che il governo di Pechino ha cercato di arginare redando una regolamentazione, entrata in vigore il primo aprile 2020, che è servita come base per stilare la famosa ‘white list’.
Buonguerrieri (FdI): “Arcuri comprò le mascherine inidonee a prezzi elevati”
Una lista nella quale non compare né il consorzio Wenzhou Luokay né la società cinese BYD ed i relativi produttori a cui Conte si affidò per l’acquisto miliardario di mascherine che poi sono risultate inidonee. L’allora commissario straordinario Domenico Arcuri, infatti, comprò quelle mascherine a un prezzo molto più elevato per quel periodo “anziché fare accordi intergovernativi al pari di altri Stati o confermare offerte di fornitura da ambasciate o imprese italiane a prezzi addirittura inferiori rispetto a quelli accordati con i consorzi”, osserva la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.
“Conte riferisca in commissione”
Anche Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid, punta il dito sull’acquisto: “Le mascherine, pagate 1 miliardo e 251 milioni, si sono poi rivelate almeno in gran parte non idonee, oltre che più costose della media in quel periodo. Insomma, – conclude il capogruppo – risulta sempre più opaco il modo di agire della struttura commissariale guidata da Arcuri per incarico del Governo Conte. Proseguiremo il lavoro per fare piena luce”.
Bignami: “Conte fugge e scappa”
Gli fa eco Antonella Zedda, anche lei componente di FdI in commissione, che sottolinea le tante “criticità” che ancora emergono sulla gestione del Covid grazie ai lavori a San Macuto. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e componente della commissione Covid, chiama in causa direttamente l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E si augura che dia presto spiegazioni “nel luogo istituzionalmente preposto: ossia la commissione bicamerale d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid”. E avverte: “Lui fugge e scappa, ma Fratelli d’Italia continuerà a chiedere la sua audizione”.