Imbarazzo dell'Anm
Estremisti sott’odio: al corteo per il No incendiate le immagini di Meloni e Nordio
Slogan d’odio, bandiere in fiamme, foto della Meloni e di Nordio stracciate e incendiate: a Roma la manifestazione per il No al referendum, organizzata da Potere al popolo e da altri movimenti di estrema sinistra, si è trasformata nell’ennesima grottesca carnevalata contro il governo.
Foto e video del corteo consegnano alla cronaca le immagini strappate e poi date alle fiamme della premier mentre tiene al guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: «No al vostro referendum». E ancora una fotografia che immortala la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: «No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati».
Non sono mancate le bandiere israeliane bruciate. Tra le bandiere sventolate, invece, tante della Palestina ma anche quelle di Cuba, Venezuela e Iran: nazioni non proprio celebrate come culle di democrazia e libertà. Tra gli slogan scanditi dai manifestanti «vota no, Giorgia Meloni vattene» ma anche «Giù le mani dall’Iran», «Crosetto torna a Dubai» e un nostalgico: «Giù le mani da Cuba socialista».
Il sillogismo tra la guerra e il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo è difficile da scorgere, ma è stato il filo rosso che ha unito i manifestanti, come ha confermato lo striscione in testa al corteo romano: «No al referendum, no alla guerra, no al governo liberticida» firmato dal «Comitato per il no sociale». A seguire lo striscione di Potere al Popolo con su scritto «Diciamo no all’Italia peggiore, no alla guerra, no al governo Meloni».
«Abbiamo assistito ancora una volta a incomprensibili e inaccettabili gesti di odio nei confronti di esponenti del governo», ha commentato il presidente del Senato Ignazio La Russa. «Il mio auspicio è che in questi ultimi giorni di campagna referendaria prevalga finalmente il confronto allo scontro». Solidarietà viene espressa anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana e da tutti i partiti del centrodestra.
La presa di distanza dell’Anm
Anche l‘Associazione nazionale magistrati si affretta a prendere le distanze dalle immagini che hanno fatto rapidamente il giro dei notiziari, esprimendo solidarietà a Meloni e Nordio. Nella nota, sottolinea inoltre che «il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi». Così come arriva il messaggio di solidarietà a Meloni e Nordio dal presidente Comitato “Giusto dire No” Enrico Grosso.
Un messaggio che, per il comitato Comitato ‘Camere Penali per il Si” su questa «degenerazione dei toni pesa gravemente la responsabilità dell’Associazione nazionale magistrati, che ha scelto di condurre una campagna fondata sulla disinformazione e sulla diffusione di paure del tutto infondate, al solo scopo di difendere uno status quo non più tollerabile».
Nordio: “Questi toni aggressivi non mi intimoriscono”
«Ringrazio di cuore chi ha manifestato la sua solidarietà – ha commentato il Guardasigilli Carlo Nordio – in particolare il Presidente del Comitato per il No, Enrico Grosso, e l’Associazione Nazionale Magistrati. Auspico anche io che nei prossimi giorni il dibattito si mantenga nei termini indicati dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con pacatezza e lealtà, sui reali contenuti. Naturalmente questi eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi, mi sollecitano a proseguire con sempre maggior determinazione e vigore, nel pieno rispetto di chi la pensa diversamente da noi».
«Chi ha compiuto il gesto di bruciare con dei fumogeni dei cartelloni con la immagine di Meloni e Nordio – dice il capogruppo di FdI a Montecitorio Galeazzo Bignami – non sa nemmeno di che cosa parla la riforma contro cui manifestano. Questi estremisti di sinistra non sanno fare altro che riversare il loro fanatismo rosso contro il governo Meloni, dimostrando di avere in sfregio la democrazia e le Istituzioni».
«Donne attorno a una bambola che raffigura Giorgia Meloni su una barella del pronto soccorso durante un corteo del ‘No’. E poi parlano di rispetto delle donne», osserva la vicepresidente dei deputati di FdI, Augusta Montaruli. «Non si tratta certo di un bello spot per il No al referendum – incalza Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia – Così come non lo è stato l’avvelenare per mesi il dibattito raccontando balle sulla riforma, al solo scopo di dipingerla come pericolosa e autoritaria».
La Digos è intanto al lavoro per individuare i manifestanti che hanno dato fuoco alle immagini della premier e del ministro della Giustizia: saranno denunciati per vilipendio delle istituzioni.