Plaudono solo le toghe rosse
Elio Germano cita Gigi Proietti per la campagna del No, ma l’effetto imitazione è un flop (video)
A due settimane dal voto, il fronte referendario del No arruola tra gli “esperti” di giustizia “nani e ballerine” e ovviamente attori come Elio Germano. Il bravo protagonista di tanti film finanziati a piene mani dallo Stato, da quando i ministri Sangiuliano e Giuli hanno tagliato i finanziamenti a pioggia è diventato ancora più feroce nei suoi attacchi al governo. Non si è quindi fatto sfuggire l’occasione per registrare un video in favore del No alla riforma della Giustizia.
Nel filmato esorta a votare “NO” citando uno storico sketch di Gigi Proietti. Nel filmato, Germano ripropone la celebre scena della telefonata di Proietti (originariamente uno spot del 1974 nella campagna referendaria per il divorzio), in cui risponde ripetutamente “No! No! No!” a un interlocutore invisibile, in questo caso identificato simbolicamente come un sostenitore della riforma.
Nonostante il video sia stato ampiamente condiviso da testate come La Repubblica e La Stampa, la performance ha diviso non ha entuasiasmato l’opinione pubblica. L’accoglienza è stata decisamente negativa: molti utenti sui social hanno definito l’imitazione un “flop”, criticandola come una forzatura politica o poco incisiva rispetto all’originale.
Chi ha esultato sono stati i magistrati, a cominciare dalla sponda delle cosiddette toghe rosse. Lo spot è stato prontamente rilanciato anche dal profilo Facebook di Magistratura Democratica.
Nel video integrale, pubblicato sul profilo Instagram di Germano, tra gli elogi di parte degli elettori del centrosinistra, emergono anche aspre critiche all’attore romano. Alcuni hanno sottolineato l’aspetto “artistico”, evidenziando che dopo la citazione del video 1974, Gigi Proietti si starà rivoltando nella pioggia. Altri citano esplicitamente il suo conflitto d’interessi. Elio Germano attacca il governo perché ha tolto “il finanziamento pubblico a pioggia ai suoi film”: è stato il filo conduttore di molte critiche.
Elio Germano, 9 flop al botteghino su 10
In effetti, quanto conti il finanziamento pubblico conti nei film di Elio Germano emerge dalla Bibbia degli incassi e cioé il mensile Box Office. Nel 2024 i film italiani o in coproduzione hanno incassato 121 milioni di euro, 261 mila ciascuno. “Berlinguer – La grande ambizione”, che vede proprio Germano nei panni del protagonista, ha incassato al botteghino 3,8 milioni e ha preso 2 milioni di euro pubblici. Ma è l’unico “in attivo“.
Altre nove pellicole in cui Germano ha ricoperto ruoli sono state finanziate per un totale di 17 milioni e 690 mila euro e ne hanno incassati 12 milioni e 374 mila. Alcuni esempi: N-Ego, diretto da Eleonora Danco, ha ricevuto 513 mila euro di soldi pubblici e ne ha incassati 2.200. Favolacce di Fabio e Damiano D’Innocenzo, che ha vinto nastri d’argento e David di Donatello, ha ricevuto 1.147.000 euro e ha incassato 183 mila euro.