FdI interviene
Commissione Covid, il testimone: “Minacce e pressioni per fermare i controlli sulle mascherine contraffatte”
“L’opinione pubblica pretendeva che le mascherine fossero sdoganate e, se questo non avveniva, i miei dirigenti venivano chiamati assassini”. Marcello Minenna, ex direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso dell’audizione della commissione Covid di giovedì, si è difeso così dalle critiche avanzate per lo sdoganamento di mascherine cinesi contraffatte che nella prima fase della pandemi sono finite al personale medico-sanitario. Un fatto grave anche se, a detta di Minenna, si trattava di una prassi consentita grazie alle deroghe che aveva previsto l’Unione Europea su cui si poggiava giuridicamente il decreto Cura Italia.
Ma le pressioni dell’opinione pubblica non giustificavano ciò che è emerso dalla lettura di alcune conversazioni telefoniche tra dirigenti dell’agenzia delle Dogane. Dalla documentazione in possesso della commissione stessa, infatti, risulta che il dottor Cosmo Tallino, all’epoca direttore dell’antifrode Lazio, sarebbe intervenuto sul dottor Miguel Martina, ex funzionario dell’Agenzia delle Dogane, per limitare le indagini che stava facendo sulle mascherine fino a fine pandemia. Secondo quanto emerso, si sarebbe trattato di una questione di Stato talmente tanto elevata da poter stritolare tutti.
Commissione Covid, Buonguerrieri: “Scandaloso che la procura abbia fermato le indagini sulle mascherine inidonee”
Nel corso di una registrazione telefonica tra il dottor Marco Bono, all’epoca responsabile Confintesa ADM, e Miguel Martina emerge invece che l’allora procuratore capo di Roma Michele Prestopino avrebbe bloccato proprio Martina nelle sue indagini sulle mascherine. Ma non solo. Bono, in questa telefonata, mette a conoscenza il suo collega delle gravi minacce provenienti dall’ex direttore generale delle Dogane e dei Monopoli.
“In sostanza, secondo quanto riferito da Bono, Minenna avrebbe detto che non sarebbe stato fatto nulla di male a Martina, alla sua famiglia, moglie e figlia se si fosse fermato negli accertamenti sulle mascherine. Frasi che Minenna ha, in risposta alle domande, sconfessato”, spiega Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, preoccupata il quadro “decisamente allarmante della gestione della prima fase della pandemia da parte dell’allora governo Conte-bis”. La deputata di Fratelli d’Italia, poi, conclude: “Sarebbe inoltre scandaloso se la procura di Roma, come è emerso, fosse davvero intervenuta per bloccare le indagini sulle mascherine cinesi farlocche. Occorre fare luce su queste gravi vicende, per questo gli interessati saranno chiamati a riferire e spiegare il contesto”.
Il botta e risposta tra Francesco Boccia e Lucio Malan
Le opposizioni, anziché entrare nel merito delle minacce subite da Martina, attaccano Fratelli d’Italia. “Chiedo un intervento dei Presidenti delle Camere, attraverso la richiesta che rivolgo al Presidente del Senato, sui modi in cui viene gestita la commissione bicamerale Covid”, dice in Aula il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia. Secondo il democratico si tratterebbe di “atti che risultavano a noi segreti sono stati declassificati in ‘riservati’ durante la seduta di commissione e sono stati letti dal capogruppo del primo partito di maggioranza, senza che gli altri membri della commissione ne fossero informati e su questi atti sono state rivolte domande ad un teste”.
Boccia, poi conclude: “Capisco che dopo la vicenda Donzelli-Delmastro tutto sia possibile e e gli atti della magistratura siano considerati come una sfida. Ma voglio sapere se non ci sono più regole e se le regole vengono modificate dalla maggioranza per interessi di parte”. Al capogruppo dei senatori dem replica duramente il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan: “Le sue accuse, del tutto insussistenti nel merito, dimostrano che quanto sta emergendo in questa commissione bicamerale irrita non poco chi era al governo durante la stagione pandemica”. E ancora: “Se pensano di intimidire il presidente della commissione Lisei, che sta presiedendo con grande equilibrio, o Fratelli d’Italia, si sbagliano. Proseguiremo nella ricerca della verità che i cittadini attendono”.