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Cnel: grazie al traino delle donne cresce il tasso di occupazione

Il Bollettino sul lavoro

Cnel: grazie al traino delle donne cresce il tasso di occupazione

Dal documento realizzato dall'organo costituzionale in collaborazione con Istat emerge anche che il Mezzogiorno presenta un incremento maggiore del tasso occupazione: +0,7 rispetto al +0,1 del Centro e del Nord

Economia - di Eva De Alessandri - 26 Marzo 2026 alle 18:08

Nel 2025 gli occupati sono 24 milioni e 117mila unità, il tasso di occupazione continua a crescere trainato soprattutto dalle donne (0,2 punti percentuali per gli uomini e 0,5 per le donne), mentre il tasso di disoccupazione scende di 0,4 punti percentuali, con una diminuzione più marcata tra le donne (-0,6 punti). È quanto emerge dal ‘Bollettino Cnel sul Mercato del Lavoro n. 1/2026’, realizzato nell’ambito della collaborazione istituzionale tra Cnel e Istat, nata con l’obiettivo di rafforzare la diffusione e la lettura integrata delle statistiche ufficiali sul mercato del lavoro. Come spiega il Cnel, il Bollettino è stato diffuso oggi e analizza l’andamento dell’offerta di lavoro nel quarto trimestre e nella media annua del 2025, “confermando un quadro complessivamente positivo e in miglioramento, ma ancora segnato da squilibri strutturali”.

Oltre 2mln di donne occupate nel commercio

“Sul piano settoriale, l’84% delle donne lavora nel settore dei servizi, con oltre 2 milioni di occupate nel commercio, settore alberghiero e ristorazione e ben 6,5 milioni nelle altre attività di servizi. Per gli uomini, oltre al settore terziario che occupa più di 8 milioni di lavoratori (59,3%), la presenza è considerevole nell’industria in senso stretto e nelle costruzioni con circa 5 milioni di occupati”, rileva il Cnel.

Nel settore delle costruzioni “la crescita accelera sostenuta dalle politiche pubbliche. Segnali positivi anche a livello territoriale, con il Mezzogiorno che presenta l’incremento maggiore del tasso di occupazione (0,7 punti rispetto a 0,1 del Centro e del Nord) e la riduzione più decisa di quello di disoccupazione (0,8 punti rispetto a 0,3 nel Centro e 0,2 nel Nord), invertendo una tendenza storicamente critica”, rileva il Cnel. “Il divario del tasso di occupazione tra uomini e donne registra nel 2025 una diminuzione di 0,4 punti percentuali, attestandosi al 17,4% nella media nazionale. La contrazione del divario è più marcata nel Mezzogiorno, dove comunque rimane su valori più alti della media nazionale, superando i 25 punti percentuali in Campania, Puglia e Sicilia. Rispetto alle dinamiche generazionali, nel 2025 a sorprendere è la tenuta degli over 50, più occupati e meno inattivi, mentre i giovani nella fascia 15-24 anni mostrano ancora segnali di fragilità”, evidenzia.

Incidenza dei neet in continua diminuzione

Dall’analisi condotta e spiegata dal Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro emerge che in questo contesto, “l’incidenza dei Neet è in continua diminuzione, soprattutto tra i giovani con diploma di istruzione secondario e nel Mezzogiorno. Il fenomeno segnala un disallineamento tra formazione e domanda di lavoro e la necessità di rafforzare i percorsi di transizione verso l’occupazione”.

Il presidente del Cnel, Renato Brunetta ha poi rivendicato l’importanza dello strumento di comunicazione: «Il Bollettino Cnel sul mercato del lavoro si conferma uno degli strumenti più solidi e attesi della nostra attività istituzionale. La periodicità della pubblicazione e la qualità dell’analisi ne fanno oggi un punto di riferimento nel panorama delle statistiche sul lavoro» ha detto sottolineando che «I dati del 2025 mostrano segnali incoraggianti: l’occupazione si rafforza e la disoccupazione diminuisce, in particolare per le donne. È un risultato importante, che conferma la capacità del nostro sistema economico di consolidare i progressi registrati negli ultimi anni».

Ancora divario di genere nel Mezzogiorno

Per Brunetta «Restano tuttavia problematiche che non possiamo ignorare. Il divario di genere nel Mezzogiorno è in diminuzione ma rimane elevato e rappresenta una delle principali fragilità strutturali del Paese», ha sottolineato «Allo stesso modo, i dati sui Neet indicano un andamento decrescente che però deve essere accelerato. È necessario rafforzare le politiche attive e migliorare l’incontro tra domanda e offerta, eliminando i fattori che limitano la partecipazione al mercato del lavoro».

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di Eva De Alessandri - 26 Marzo 2026