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Botta e risposta di fuoco e a distanza tra Conte e Calenda

Scintille a sinistra

Botta e risposta di fuoco: Conte delira in tv e insulta la Meloni. Calenda lo sbugiarda con un post e 4 punti

Politica - di Giulia Melodia - 13 Marzo 2026 alle 14:06

Più che un campo largo un campo dei miracoli, il cui primo prodigio è quello di rimanere ancora in piedi nonostante faide intestine, il fuoco incrociato di accuse e recriminazioni interne, e un malanimo serpeggiante pronto a esplodere alla prima asserzione di uno dei suoi (sopravvissuti) protagonisti. Un tutto contro tutti che ij queste ore vede deflagrare lo scontro a distanza tra Conte e Calenda: con il primo che delira in tv, e il suo interlocutore che replica lapidariamente sui social. Ma procediamo con ordine.

Scontro di fuoco a distanza tra Conte e Calenda

Insomma, più che un campo largo federatore potrebbe essere definito un campo di macerie che ribolle… Non è più nemmeno un’espressione geografica della politica: è un teatro dell’assurdo dove il protagonista di turno, un Giuseppe Conte sempre più isolato e determinare a farsi spazio e conquistare la vetta, recita la parte dell’anti-tutto. Così, tra ospitate televisive e attacchi frontali al governo, l’ex “avvocato del popolo” intanto è già riuscito in un colpo solo a spaccare le opposizioni, insultare la premier e confermare intellegibilità e incoerenze del Movimento 5 Stelle.

Referendum Giustizia, Conte al delirio di onnipotenza insulta la Meloni

Riavvolgiamo il nastro allora, e torniamo a ieri sera e alla puntata settimanale di Piazzapulita su La7 quando, ospite del solito corrosivo Corrado Formigli, il leader pentastellato ha dato fiato alle trombe della peggiore demagogia scagliandosi contro Giorgia Meloni e dando sfogo a un repertorio di insulti indegno di un politico di rango. Per esempio, asserendo in merito alla riforma della Giustizia: «Noi abbiamo una presidente del Consiglio talmente sconcertante da essere sorprendente. Ti puoi presentare a un comizio in cui fai un elenco: pedofili, stupratori, spacciatori… tutto un elenco di oscenità per dire che questi sarebbero messi in libertà se non passa il sì. Ma cos’è? Una venditrice di fumo? Siamo al mercato?».

Uno sproloquio a tutto campo, dalla riforma all’Iran, passando per Trump

Si commenta da sé: Conte e la sua aggressività verbale che tradiscono il nervosismo di chi vede sgretolarsi il proprio consenso quanto meno sotto i colpi del buonsenso garantista. Ma non è ancora tutto. Perché, non contento, spostandosi sul fronte internazionale, l’ex premier ha liquidato con sarcasmo il rapporto tra l’Italia e la Casa Bianca, delirando e dichiarando a più non posso: «Dal rapporto tra la Meloni e Trump abbiamo avuto solo due vantaggi: la prefazione del figlio di Trump al primo libro della Meloni. E la prefazione di Vance al secondo. Per l’Italia è un vuoto a perdere»…

Iran, il leader M5S: «Nessun supporto ad azioni Usa-Israele, basta la Costituzione»

Sarebbe potuto bastare. Anzi, magari “anche meno” direbbe qualcuno ricorrendo a efficaci locuzioni dialettali. E invece, Conte non ancora pago, incalza e straparla. Tanto che, sulla crisi in Medioriente, discetta e disegna scenari a mano libera, ribadendo nelle more una linea del disimpegno totale. E, come al solito, strizzando l’occhio al pacifismo di facciata: «Nessun supporto, neppure logistico e di intelligence. Non bisogna cambiare nulla basta la Costituzione, non vi fate prendere il giro», ha tuonato il leader pentastellato parlando dell’uso delle basi italiane per le azioni contro il regime di Teheran. Una posizione che isola l’Italia dai partner storici e che ha scatenato la reazioni immediate sui social (e dintorni).

Conte sproloquia e Calenda replica disintegrandolo…

A partire, per l’appunto, da Carlo Calenda, da cui arriva tempestiva la replica incisiva via web. Anzi, di più: con un post al vetriolo su X, il leader di Azione ha messo a nudo l’inconsistenza del fronte progressista, svelando nel contempo i retroscena del dialogo (mancato) con Palazzo Chigi: «Fatti. 1) le opposizioni chiedono di essere informate prontamente sulla guerra in Medio Oriente. 2) la Premier offre un tavolo di confronto in un formato più riservato a Palazzo Chigi, dopo essere stata in Parlamento. 3) Conte dice no obbligando Schlein a seguirlo. 4) Italia Viva, che ci aveva chiesto di fare una mozione insieme su Iran, manda una nota incomprensibile dicendo che la pensa come il Pd, che però fa ciò che decide Conte».

Calenda vs Conte, campo largo? Chiamatelo “campo Giuseppi»

Chiosando in calce al post: «Andate avanti con questo campo largo ma chiamatelo con il suo vero nome: Giuseppi. PS segnalo agli amici riformisti che M5S si è astenuto su una mozione di condanna alla Russia per il reclutamento di mercenari africani. Così per gradire», scrive su X il leader di Azione, Carlo Calenda. E il quadro finale che ne esce è desolante: e descrive una sinistra a rimorchio delle discettazioni di Conte – rispedite puntualmente al mittente da Calenda – e incapace di una linea comune sulla giustizia come sulla politica estera. Se tanto ci dà tanto, allora, non è peregrino ipotizzare che il campo largo possa essere destinato a finire nel fosso della sua stessa incoerenza e frammentazione…

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di Giulia Melodia - 13 Marzo 2026