Verso il referendum
Beniamino Zuncheddu, 33 anni da innocente in carcere: “Voto Si perché mi hanno rovinato la vita”
L'ex allevatore racconta la sua odissea giudiziaria. In carcere per omicidio senza avere commesso niente
”Voto sì, perché per ingiustizia mi hanno rubato 33 anni di vita”. E’ quanto afferma in un’intervista a ‘Libero’ Beniamino Zuncheddu, l’ex allevatore che fu condannato all’ergastolo incolpato dell’omicidio di tre pastori, assolto dopo 33 anni dalla condanna, il 26 gennaio 2024, in seguito alla revisione del processo. ”Mi hanno rubato la vita – continua – Non ho visto assolutamente niente e in più mi hanno rubato tutto. Anche la salute. Non solo a me, bensì anche ai miei familiari. Perciò votate tutti sì’. dice Zancheddu.
Un’odissea giudiziaria
Zuncheddu fu arrestato nel febbraio 1991 con l’accusa di essere l’autore della cosiddetta “strage di Sinnai”, in cui furono uccisi tre pastori. La condanna all’ergastolo si basò principalmente sulla testimonianza di Luigi Pinna, l’unico sopravvissuto, che lo identificò come il killer.
La revisione del processo
Il processo è stato riaperto grazie alla tenacia del suo avvocato, Mauro Trogu. Durante il giudizio di revisione, il testimone chiave ha ammesso di essere stato indotto da un agente di polizia a indicare Zuncheddu prima del riconoscimento ufficiale. Il 26 gennaio 2024, la Corte d’Appello di Roma lo ha assolto definitivamente “per non aver commesso il fatto”.
Il risarcimento che ancora non c’è
Nonostante l’assoluzione, Zuncheddu ha dichiarato recentemente che lo Stato non gli ha ancora corrisposto il risarcimento per l’ingiusta detenzione, definendosi un “pensionato senza pensione“. A differenza dell’ingiusta detenzione (che ha un limite di circa 516.000 euro), per i casi di errore giudiziario accertato tramite revisione non esiste un limite massimo di legge al risarcimento..
Sebbene non ci sia ancora una cifra definitiva, casi simili suggeriscono che il risarcimento potrebbe ammontare a diversi milioni di euro. Alcune stime basate sui parametri medi di 235 euro al giorno porterebbero a cifre teoriche altissime, ma la determinazione reale spetta alla Corte d’Appello.
Una vita rubata
Beniamino Zuncheddu è il caso più clamoroso di malagiustizia degli ultimi anni. Trentatrè anni da innocente in carcere significano una vita rubata. Che nessun risarcimento gli potrà mai restituire.
Francesco Greco: “Un imputato su due non avrebbe dovuto subire il processo”
Sul referendum interviene, in un’intervista a La Verità, il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, snocciolando dati agghiaccianti.
“Un imputato su due non avrebbe dovuto subire alcun processo- dice Greco- . Dai numeri diffusi dalla stessa magistratura delle Corti d’Appello. Il 97% delle richieste dei pubblici ministeri in fase di chiusura delle indagini viene recepita acriticamente dal gip, senza cambiare una virgola. Ma poi nel processo, con il contraddittorio, il 46% degli imputati viene assolto.”.