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“Asina, vergogna!”. La sinistra lincia la Picierno e i ribelli del Pd che hanno votato Sì. “Ma noi siamo orgogliosi”

Odiatori sui social

“Asina, vergogna!”. La sinistra lincia la Picierno e i ribelli del Pd che hanno votato Sì. “Ma noi siamo orgogliosi”

Politica - di Leo Malaspina - 24 Marzo 2026 alle 16:00

“Asina, rosicona, vai via, vergogna, venditi alla destra!”, si legge in queste ore sui social contro Pina Picierno. Le parole di Filippo Sensi, esponente di spicco del Pd, ex renziano, schierato per il No, spiegano cosa accade nel partito della Schlein quando si crea una sacca di dissenso. Se non siamo all’Iran degli ayatollah, poco ci manca. “Ho votato No, manifestato x il No, fatto iniziative x il No. A una riforma dannosa e arrogante. Ma nessuna vittoria, nessun successo giustifica l’orrenda gogna social alla quale sono sottoposti vari compagni di partito – Pina Picierno su tutti – per la loro scelta in dissenso. Vergogna”, scrive il senatore Pd, sui social.

Linciaggio nel Pd a chi ha votato No, la Picierno non si scusa…

“La partecipazione altissima al referendum è un dato importante e positivo. In un Paese segnato da crisi di rappresentanza e astensionismo, le file ai seggi, la voglia di discutere e di mobilitarsi sono una bellissima pagina di democrazia scritta dai cittadini italiani”, scrive su X la vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Partito democratico, Pina Picierno. Che continua: “Ha prevalso il ‘No’. Un No certamente politico, che riguarda il governo Meloni, ma credo anche gli atteggiamenti tenuti durante questa campagna elettorale, che raramente è entrata nel merito di una riforma attesa da molti anni, e si è scelta invece la strada della polarizzazione. Si è passati da un populismo all’altro e, alla fine, ha prevalso la voglia di proteggere, conservare e rifiutare ancora una riforma necessaria. Dal canto mio, sono orgogliosa e per nulla pentita di aver fatto, nel merito, una campagna per una riforma che ho ritenuto giusta e necessaria, una riforma che il Partito democratico ha più volte auspicato. E sono felice di aver accompagnato un popolo di progressisti e riformisti che si è schierato con passione e coraggio: Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Gian Domenico Caiazza, Claudia Mancina, Umberto Ranieri, Giorgio Tonini, Arturo Parisi, Emilia Rossi, Marco Taradash e tanti altri sono stati compagne e compagni di viaggio in un percorso che guarda a un Paese più giusto, non in balia di astratti furori e nemici stagionali”. Quelli del Sì, del Pd, della sinistra, dei radicali, uomini liberi che meritano la gogna. E forse non solo sui social, ma anche nelle segrete stanze del partito.

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di Leo Malaspina - 24 Marzo 2026