Due pesi e due misure
Anziana uccisa a Modena: il giudice non divide la famiglia rom (che vive in baracca, non nel bosco)
Quattro giovani rom, a bordo di un’Alfa 159 lanciata a folle velocità e in zig zag nel traffico per sfuggire ai carabinieri, hanno travolto e ucciso un’anziana che viaggiava a bordo di un’utilitaria. L’impatto è stato fatale per Antonietta Berselli, 89 anni, uccisa a due passi da casa sua.
Il conducente, un ventenne senza patente, è finito in carcere. Ma è ciò che è successo agli altri tre complici a far discutere. Nonostante la fuga a piedi e l’omissione di soccorso, i minorenni a bordo sono stati prontamente riaffidati alle famiglie. Peccato che queste famiglie vivessero in un campo abusivo sotto un ponte della Tav, in condizioni di estremo degrado.
Due pesi e due misure: trova le differenze con la famiglia nel bosco
Il paradosso emerge con stridente e dirompente: come mai i bambini del bosco sono stati strappati ai genitori per l’assenza di un bagno, mentre dei giovani nomadi che considerano “normale scappare dai carabinieri” vivono impunemente in contesti di illegalità e di degrado?
Nel campo rom abusivo di San Matteo, in provincia di Modena, dove si mandano “a quel paese l’Italia e gli italiani”, il tribunale ha persino confermato i domiciliari per uno dei membri del clan.
La beffa finale: il campo rom smantellato e il trasloco forzato in parrocchia
Solo dopo la tragedia il sindaco di Modena ha ordinato lo sgombero del campo abusivo per “ripristinare la legalità”. La gestione del post-sgombero ha però dell’assurdo: la famiglia rom è stata trasferita presso la parrocchia di San Pancrazio. Il parroco, Don Damiano, è caduto dalle nuvole: nessuno lo ha avvisato, nessuno ha spiegato chi pagherà le bollette e chi garantirà loro il decoro.
Il contrasto appare plasticamente evidente: da una parte una madre che piange nel bosco perché le hanno tolto i figli, altre famiglie che vivono in contesti di illegalità lampante restano unite, in libertà e ricevono addirittura ospitalità forzata nonostante il disprezzo per le regole. Una vicenda che solleva un dubbio atroce: in Italia, la legge è davvero uguale per tutti?