La spedizione di sinistra
Accuse ai “soccorritori” della Flotilla: “Sono ospiti in hotel di lusso a Cuba”. Ma la Salis rispunta in Italia: “Dovevo votare…”
“Mentre quasi tutto il Paese offre per interruzioni di corrente che durano oltre venti ore, la sinistra viene accolta con aria condizionata e sprechi di energia elettrica. Questa è una gigantesca presa in giro dell’intero popolo cubano. La sinistra visita Cuba come se fosse una festa allo zoo e va ad ammirare la miseria da un hotel di lusso. È oltraggioso”, dichiara su un giornale americano ha riferito Mayra Dominguez, una cubana in esilio. Che fa riferimento alla sinistra mondiale che coccola, incoraggia, parteggia e finanzia la nuova Flotilla internazionale che da qualche giorno, con aerei o barche, sta cercando di portare sull’isola aiuti per la popolazione vittima dell’embargo Usa. “Dopo avere costretto oltre un milione di cubani a lasciare il Paese in soli cinque anni e avere negato a molti il diritto di tornare nella propria patria – ha aggiunto l’artista cubana in esilio Salomé García Bacallao – ora il regime comunista si mostra aperto a una spedizione umanitaria straniera”.
Le accuse a quelli della Flotilla e il ritorno della Salis
Oggi Il Giornale spiega che la missione a Cuba a cui hanno partecipato Ilaria Salis, Mimmo Lucano e Greta Thunberg , sta diventando una figuraccia internazionale. “Una parte della delegazione del Nuestra America Convoy composta da circa 650 delegati della sinistra internazionale arrivati in questi giorni a Cuba, ufficialmente per portare aiuti alla popolazione cubana, ha infatti soggiornato al Gran Hotel Bristol Habana Vieja Meliá, un hotel a cinque stelle dove una camera costa tra i 130 e i 520 dollari a notte. Tra gli ospiti dell’hotel ci sono Jeremy Corbin e Pablo Iglesias, beniamini della sinistra inglese e spagnola”, scrive il quotidiano, citando The New York Post. Dunque, mentre nel Paese è in corso una crisi energetica con continui blackout, il Grand Hotel sarebbe illuminato anche di notte con al suo interno i “flotillisti”. Non è chiaro se tra loro ci siano anche gli italiani. Di sicuro The New York Post racconta anche dei legami tra la Flotilla e il regime attraverso l’organizzazione Progressive International di Mariela Castro, figlia dell’ex presidente Raul e nipote di Fidel. “Una delle organizzazioni coinvolte nella distribuzione del cibo raccolto dalla Flotilla è inoltre l’Istituto cubano di amicizia con i popoli che è stato identificato dalla Cia come un fronte per i servizi di intelligence cubani”, aggiunge Il Giornale.
Di sicuro, a Cuba, non c’è più Ilaria Salis, che non si sa bene dove abbia alloggiato ma che dal 18 marzo ha postato molte foto di incontri ai massimi livelli con castristi vari. Oggi è rispuntata in Italia, per votare No. “Eccomi, sono rientrata in tempo per votare! È molto importante il tuo contributo, anche se di solito scegli di non recarti alle urne. I seggi oggi restano aperti fino alle 15. Ogni voto conta!”. Anche il suo,