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Civezzano

Nel Trentino

Accoltellò un barista al centro commerciale, condannato a quindici anni di carcere

Riconosciuto pienamente capace di intendere e volere in base alla perizia psichiatrica

Cronaca - di Paolo Cortese - 2 Marzo 2026 alle 10:12

Lo aveva aiutato ospitandolo e dandogli una mano in un momento di difficoltà. E per tutta risposta ha ricevuto una coltellata alle spalle mentre era in fila al supermercato, nel maggio di due anni fa, all’Orvea di Civezzano. Per un miracolo un barista di Caldonazzo non è morto così. Ora, per quell’efferata aggressione un cinquantenne di origine bresciana, Enrico Gibellini, è stato condannato dal Tribunale di Trento a 15 anni e 2 mesi di reclusione, oltre a 5 anni di libertà vigilata, per tentato omicidio aggravato dagli atti persecutori e dalla premeditazione.

Il processo

La pm Maria Colpani aveva chiesto una condanna a 18 anni di carcere. La pesante condanna arriva dopo un processo molto lungo e a pochi mesi da una precedente condanna a quattro anni e mezzo di reclusione per stalking dell’uomo che se l’era presa con un altro amico che lo aveva ospitato prendendolo a forbiciate. Ora Gibellini, che è rinchiuso nel carcere di Vicenza dopo che a Spini di Gardolo aveva aggredito un altro detenuto e un agente di polizia penitenziaria dovrà scontare in tutto 19 anni di reclusione. L’uomo è stato sottoposto a varie perizie psichiatriche ed è stato ritenuto nel pieno delle capacità di intendere e di volere. Secondo i periti è affetto da una sindrome antisociale con una tendenza paranoide che lo porta ad aggredire in maniera anche molto violenta le persone che ritiene lo abbiano trattato male.

Gibellini, in Trentino senza fissa dimora, da qualche tempo gravitava nel Perginese, venne arrestato quel 20 maggio 2024 mentre era in fuga, registrato durante la brutale aggressione dalle telecamere del supermercato. Secondo i giudici si trattava di un agguato pianificato, visto che l’uomo aveva già molestato più volte il barista nel suo locale.

La perizia

 La perizia affidata dal Tribunale di Trento  ha concluso che l’uomo è pienamente capace di intendere e di volere, ma che è pericoloso socialmente perché, appunto, è affetto da una spiccata sindrome antisociale con tendenze paranoidi.

Appena un mese prima di aver accoltellato al collo il barista al supermercato, a Civezzano, Gibellini era stato denunciato dai carabinieri per stalking, lesioni, minacce, violazione di domicilio e porto abusivo d’arma per aver perseguitato e poi colpito con delle forbici un suo ex amico.

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di Paolo Cortese - 2 Marzo 2026