Made in Italy
Urso al question time: “Non guardiamo al colore dei capitali ma a garantire la continuità produttiva delle fabbriche”
Annunciato il nuovo decreto per ridurre i costi energetici. Su Stellantis e la sua crisi, responsabilità del Green deal
“La tutela dei marchi storici è una priorità dell’azione di Governo e si inserisce in una strategia più ampia volta a garantire continuità produttiva, occupazione e radicamento industriale. In questo quadro, l’attenzione non è rivolta al colore dei capitali, ma alla capacità degli investimenti esteri di mantenere vive le imprese e le fabbriche”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso al question time alla Camera. Parlando anche di Stellantis e della questione energetica e annunciando un nuovo decreto dell’esecutivo per ridurre i costi per le imprese.
La tutela dei marchi
“In tale contesto si colloca la tutela del Marchio storico di interesse nazionale, che rappresenta uno degli strumenti più qualificanti di protezione del Made in Italy. L’articolo 11-ter del Codice della proprietà industriale consente l’iscrizione nel relativo Registro, dei marchi d’impresa registrati o utilizzati continuativamente da almeno cinquant’anni, connessi a imprese produttive di eccellenza”, ha spiegato Urso. “Questa politica industriale ha avuto successo. Oggi i marchi storici iscritti al registro sono quasi 1000 – per l’esattezza 977 – e rappresentano una forza straordinaria che tutti ci invidiano, il cuore storico del made in Italy che attrae, per questo, sempre più capitali stranieri per la sua forza, la sua appetibilità nei mercati, con i suoi prodotti che si fanno largo nel mondo, quarta potenza esportatrice al mondo nel 2025, perché noi siamo – e lo sappiamo – i produttori di eccellenza e di qualità”, ha aggiunto il ministro.
Stellantis e la crisi dovuta al Green deal
“Abbiamo messo in sicurezza Termoli garantendo continuità produttiva e occupazione. Anche in questo caso nessuno resterà indietro” ha detto Urso, aggiungendo che la crisi dell’azienda “è da tutti attribuita al Green deal e in modo specifico alla conduzione di Tavares (precedente ceo del gruppo, e poco fa anche la Cgil lo ha detto, che aveva creduto all’ideologia di Timmermans, imponendo all’azienda la strada forzata dell’elettrico con risultati fallimentari”
Il nuovo decreto per ridurre i costi energetici
“La prossima settimana il Consiglio dei ministri esaminerà il nuovo decreto energia con interventi significativi a sostegno del sistema industriale, al fine di conseguire effetti immediati, duraturi e strutturati sulla dinamica dei costi”, ha poi proseguito il ministro del made in Italy.
Il ministro ha richiamato la necessità di intervenire anche sul contesto europeo, ricordando che “è assolutamente necessario il mercato unico dell’energia completare l’interconnessione delle reti e realizzare investimenti rilevanti nel nucleare e nelle rinnovabili per diminuire la dipendenza dalle fonti fossili e quindi dall’estero”. Urso ha sottolineato che la questione sarà posta da Italia e Germania al vertice sulla competitività, evidenziando che l’energia è “presupposto anche dell’indipendenza dell’Europa”.
Leggi anche
Difesa del settore ed energia
Green deal, il pressing di Meloni su von der Leyen: subito provvedimenti urgenti a sostegno dell'automotive