Il confronto a Palermo
Scontro Nordio-Conte, il ministro smonta le fake news: “Da voi propaganda, manca la fiducia nei giudici”
Mentre il Guardasigilli dimostra la sua compostezza, il pentastellato alza i toni e parla a sproposito di disegno "criminale"
Va in scena a Palermo il primo, grande momento di confronto in vista del referendum sulla separazione delle carriere. Il ministro della giustizia, Carlo Alberto Nordio, e il leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, si scontrano sui contenuti della riforma. Con il pentastellato che alza i toni e parla di disegno “criminale” del governo.
Nordio: “Argomenti astratti, se vince il No nessuna conseguenza”
“Contro questa riforma, non avete argomenti né giuridici né costituzionali e siete costretti, e parlo da politico, o al processo alle intenzioni o a una polemica su cose che non hanno niente a che vedere con la riforma in quanto tale. Io ho cercato di esprimermi in termini istituzionali, assecondando anche il graditissimo intervento del presidente della Repubblica, ma devo prendere atto avete risposto con polemiche sterili e con slogan astratti, quasi metafisica”, ha detto il Guardasigilli.
“Se dovesse vincere il no ci adegueremo rispettosissimamente alla volontà popolare e non ci sarà nessuna conseguenza né sul governo, né sul parlamento né sul ministero della Giustizia né nei rapporti con la magistratura”, ha aggiunto Nordio.
“Fiducia nella magistratura crollata”
“Quando sono entrato in magistratura godevamo dell’85% dei consensi degli italiani, oggi la fiducia della gente nella magistratura arriva al 50%. E questo anche per casi come quello Palamara”, ha poi continuato il ministro della giustizia.
“Non toccheremo rapporti tra Pm e polizia “
Nordio ha poi proseguito dicendo che, “non abbiamo toccato e non toccheremo la norma che dice che il pm dispone della polizia giudiziaria. E’ un processo alle intenzioni“. “Trovo una contraddizione quando si parla di riforma incostituzionale, essendo questa una riforma costituzionale perché è la stessa Costituzione che prevede di riformare se stessa. I padri costituenti hanno previsto un unico caso nel quale la Costituzione non sia modificabile ed è quello che riguarda la forma repubblicana dello Stato”, ha precisato Nordio.
Il duro attacco di Conte: “Disegno criminale”
Da Giuseppe Conte sono arrivati toni tutt’altro che moderati. “State realizzando un disegno di politica criminale sin dall’inizio. Ricordo la legge sui ‘rave party’, andata in Gazzetta ufficiale e poi modificata dopo che avete capito gli errori. Da lì è stato tutto un crescendo: oggi abbiamo decine e decine di inasprimenti di pene, poi avete eliminato l’abuso d’ufficio e vi siete presi una stangata dall’Unione europea e avete ridimensionato il traffico di influenze illecite. E lei, ministro Nordio ha fatto una crociata contro le intercettazioni”, ha detto l’ex premier. Aggiungendo poi: “Non credete alle chiacchiere e alle frottole: con questa riforma avremo una componente togata maggioritaria completamente disarticolata e una componente laica attrezzatissima con un mandato politico per raggiungere obiettivi e condizionare promozioni e nomine”.
Antoniozzi: “Da Conte parole indegne”
“Dire che noi abbiamo un progetto criminale sulla giustizia è indegno: il presidente Conte non rispetta il monito di Mattarella moderare i toni, cosa che il ministro Nordio ha invece fatto”, dice il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi. “Conte si preoccupi dei suoi sodali che in Calabria invitano gli idonei a votare contro il governo Meloni mentre non fanno nulla per aiutarli a differenza nostra”, conclude l’esponente di FdI.
Leggi anche