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Safari con esseri umani a Sarajevo: indagato un 80enne. Bossoli colorati in base alla “preda”: il segreto dei cecchini

Negli anni della guerra

Safari con esseri umani a Sarajevo: indagato un 80enne. Bossoli colorati in base alla “preda”: il segreto dei cecchini

Cronaca - di Luisa Perri - 4 Febbraio 2026 alle 18:15

La storia è tanto inverosimile quanto atroce: professionisti insospettabili, che diventavano cecchini e pagavano per andare ad uccidere, anche donne, anziani e bambini, nella Sarajevo assediata dai serbo-bosniaci tra il ’92 e il ’95.

La storia circolata per anni tra i cacciatori e tra i reduci di quei safari dell’orrore non finisce qui. Narra che i cecchini di Sarajevo riportavano a casa come cimelio il bossolo che certificava il successo del safari. Proprio come i cacciatori portano il trofeo alla fine di una battuta di caccia. Bossoli, sinistramente colorati come fossero gessetti, con un colore identificativo per ogni preda uccisa. Azzurro per gli anziani, verde per le donne, rosso, il più orridamente ambito, per i bambini. Per trent’anni è riecheggiata come una leggenda metropolitana da ascoltare in qualche salotto bene del Nord Italia.

Bossoli colorati: azzurro per gli anziani, rosso i bambini

Quei bossoli colorati che – secondo le chiacchiere da bar che nessuna mente razionale avrebbe voluto immaginare – alcuni di questi insospettabili e abominevoli turisti della guerra, hanno tenuto per anni sulla scrivania, in bella evidenza nei loro studi o al sicuro nei cassetti dei loro comodini. Cimeli di una caccia all’uomo tanto agghiacciante e spaventosa da sembrare inverosimile. Fino alla notizia arrivata nelle redazioni di tutta Italia in queste ore.

Safari umani a Sarajevo, l’orrore dei “cecchini” italiani durante l’assedio serbo: si apre l’inchiesta a Milano

Oltre trent’anni dopo, c’è infatti un indagato dalla Procura di Milano, nell’inchiesta del Ros dei carabinieri, per aver ucciso “civili inermi”, tra cui donne, anziani e bambini, a Sarajevo negli anni della guerra nei primi anni ’90. gente che pagava per andare a sparare sui civili durante la guerra in Bosnia.

Sarajevo: che cosa sappiamo dell’inchiesta

L’uomo si sarebbe vantato con altre persone che in quel periodo andava “a fare la caccia all’uomo” nella città jugoslava assediata. È quanto risulta da testimonianze acquisite nell’inchiesta. Sulla base dei racconti messi a verbale nel corso di audizioni di testimoni, investigatori e inquirenti hanno individuato l’80enne e hanno deciso di iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio volontario continuato, ossia per una pluralità di episodi, e di convocarlo per un interrogatorio in Procura a Milano, fissato per il 9 febbraio. L’ex autotrasportatore oggi ha ricevuto un invito a comparire ed è stato anche perquisito. Nella sua casa gli investigatori del Ros dei carabinieri hanno trovato sette armi regolarmente detenute: due pistole, una carabina e quattro fucili.

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di Luisa Perri - 4 Febbraio 2026