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Rogoredo, il capo della Polizia Pisani: “Cinturrino è già un ex agente”. E smonta le bufale sullo “scudo penale”

Ma quale immunità

Rogoredo, il capo della Polizia Pisani: “Cinturrino è già un ex agente”. E smonta le bufale sullo “scudo penale”

Politica - di Sara De Vico - 25 Febbraio 2026 alle 09:20

Nessuna copertura, zero imbarazzo sul caso Roveredo e l’arresto del poliziotto Carmelo Cinturrino che ha monopolizzato il dibattito politico. In una lunga intervista al Corriere della Sera, il capo della polizia Vittorio Pisani, non fa sconti all’agente che infanga le divise: va destituito. Non a caso subito dopo il fermo lo ha definito “ex poliziotto” senza attendere il rinvio a giudizio. “Ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato”.

Rogoredo, il capo della polizia: evidenze chiare, il poliziotto  va destituito

“Questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità, quindi per noi va destituito subito. Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato”. Sui colleghi di Cinturrino indagati sottolinea che “l’attività ispettiva sarà estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria. Finora non l’abbiamo fatto per evitare di danneggiare l’indagine, ma dopo la discovery possiamo procedere”. Pisani parla di un rapporto sinergico di massima fiducia con i giudici. Quando sono emersi i primi indizi su comportamenti illeciti dei poliziotti coinvolti – dice – “l’input alla Squadra mobile è stato di approfondire al massimo ogni aspetto della vicenda”. Nessuna ostilità dell’autorità giudiziaria. “Poi – ammette – ci possono essere diversità di valutazione sugli elementi che emergono dalle indagini, ma questa è la normale dinamica del procedimento penale”. Nessuna tensione tra “la polizia che arresta” e “la magistratura che scarcera”, per andare al  sodo.

Lo scudo penale non significa impunità

E il discorso scivola sulla ‘benevolenza’ di certi giudici nei confronti di alcuni esponenti di Askatasuna arrestati per la guerriglia urbana scatenata a Torino. “Certo, nel rispetto dei ruoli non posso non rimanere perplesso sull’efficacia cautelare di un obbligo di firma emesso nei confronti di un indagato, già destinatario per altre tre volte di analoga misura. Ma la valutazione delle esigenze cautelari è competenza esclusiva del pm e del gip”.  Il capo della polizia nega che il cosiddetto scudo penale sia sinonimo di immunità. Se fosse già entrata in vigore la norma prevista dal decreto sicurezza non ci sarebbero stati esiti diversi su Rogoredo. “Non credo che avrebbe ostacolato alcunché. Perché la necessità di sparare non appariva evidente. La norma non prevede alcuna immunità, bensì una modifica procedurale non solo per le forze dell’ordine ma per tutti i cittadini. Una norma resa necessaria anche per la “deformazione mediatica subita dall’informazione di garanzia”. Che ha trasformato l’avviso di garanzia da uno strumento di tutela dell’indagato in  un processo mediatico che anticipa il processo penale.

Il nostro compito è indipendente da qualsiasi compagine politica

Come si può evitare che le forze di polizia vengano tirate in ballo nelle polemiche tra forze politiche? «Il nostro compito – sottolinea Pisani – è garantire l’esercizio delle libertà fondamentali e dei diritti dei cittadini, a tutela delle istituzioni democratiche, indipendentemente da quale sia la compagine politica che esercita le funzioni di governo”. Parole chiare anche sulla narrazione delle opposizioni sui ‘poliziotti manganellatori’. “Se si dà l’ordine di caricare o di sciogliere una manifestazione è perché ce ne sono i presupposti di fatto e di diritto”. E i fatti di Pisa? “Lì i poliziotti si sono presentati e fatti identificare. Viene contestato loro un eccesso colposo dell’uso legittimo della forza e affronteranno il processo penale con dignità. E se verranno accertate responsabilità ne risponderanno. Si tratta di un episodio isolato, ma pure in quel caso sono stati indagati diversi manifestanti”.

Le guerriglie in piazza hanno una regia internazionale

Dal suo osservatorio privilegiato il capo della polizia denuncia una dimensione europea delle violenze di piazza. “Dovuta alla convergenza di gruppi dell’area antagonista e anarchica di diversi Paesi. Per questo sono stato promotore di un working group europeo sulle pubbliche manifestazioni. Per uno scambio tempestivo sul piano della cooperazione internazionale e di informazioni sui movimenti di questi gruppi”.

 

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di Sara De Vico - 25 Febbraio 2026