Non c'è da stupirsi...
Omicidio Quentin, arrestati altri due collaboratori di Arnault. Ma lui non si dimetterà, l’estrema sinistra lo difende
Altri due collaboratori di Raphael Arnault sono stati arrestati nelle indagini per l’omicidio di Quentin Deranque, giovane di destra picchiato a morte dagli antifascisti a Lione. Il primo è Robin Chalendard, anche lui membro della Jeune garde antifasciste e collaboratore del deputato sotto lo pseudonimo di Robin Michel. Secondo quanto riportato da Le Figaro, l’uomo non sarebbe tra i principali sospettati che hanno sferrato i colpi mortali a Quentin, ma sarebbe stato ascoltato dagli agenti per «sottrazione di un criminale dall’arresto o dalle ricerche».
In poche parole, Chalendard è stato accusato dagli inquirenti di aver ospitato o fornito un alloggio in cui stare a uno dei sospettati del linciaggio. Il secondo a finire nei guai è Adrian Bessyre, che ha fatto parte della Jeune guarde antifasciste ed è tutt’ora assistente di Arnault. Quindi, dopo l’arresto di Jacques-Elie Favrot, salgono a tre i nomi dei collaboratori sospettati di aver preso parte all’agguato. Eppure, dall’estrema sinistra de La France insoumise c’è ancora chi difende il deputato fondatore del nucleo antagonista violento.
Omicidio Quentin, arrestati altri due collaboratori di Arnault
Come ha affermato Manuel Bompard, coordinatore de La France insoumise, ha evidenziato che Raphael Arnault «certamente non sarà sospeso o escluso dal gruppo del partito all’Assemblea nazionale». Poi ha aggiunto: «Questo è fuori questione. In base a quali regole un datore di lavoro dovrebbe essere responsabile delle azioni dei suoi dipendenti?». Considerando che Arnault ha fondato la Jeune guarde antifasciste, sciolta nel 2025 per i diffusi episodi di violenza in Francia, sarebbe il caso di iniziare a prendere qualche provvedimento. E comunque la retorica di Bompard non regge: se un impiegato dovesse mettere in difficoltà l’azienda per cui lavora, a risponderne direttamente è il suo datore di lavoro. Evidentemente l’estrema sinistra non sa come funziona il mondo.
Ma non c’è da stupirsi, visto il discorso che ha fatto il capo de La France Insoumise dopo la morte di Quentin Deranque, spiegando che gli aggrediti in realtà sono i sostenitori della sinistra radicale. Per non parlare di quando aveva chiesto al servizio di sicurezza di portargli “lo scalpo” delle ragazze del Collettivo Nemesis, che due anni fa lo stavano contestando durante un comizio a Nantes. In altre parole, l’estema sinistra ha molte responsabilità da prendersi sulla violenza politica diffusa, solo che non ha il coraggio di farlo. Piuttosto, preferisce difendersi con delle scuse che non starebbero in piedi neanche se a sorreggerle ci fossero dei pilastri di metallo.