L'annuncio del ministro
Musumeci rassicura sui danni del ciclone Harry: “Il governo pronto per altri finanziamenti alle Regioni”
Previsti altri due step per Calabria, Sicilia e Sardegna. Il titolare della Protezione Civile richiama tutti a una prevenzione culturale sul clima
“I primi 100 milioni sono serviti per rimborsare i Comuni che hanno affrontato le urgenze, le prime spese necessarie dopo la calamità. Adesso si andrà avanti per correre. Nei prossimi giorni, non appena arriverà la perimetrazione dettagliata da parte dei tre presidenti delle regioni colpite dal maltempo, si procederà al secondo finanziamento. Esaurito questo si andrà al terzo finanziamento”. Così il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, oggi a Cagliari al Molo Ichnusa per il convegno “Ecosistemi e aree marine protette”, ha fatto il punto sui ristori dopo i danni causati dal ciclone Harry.
“Serve la stima dei danni”
“Serve la stima dettagliata perché ad essere applicate sono anche altre misure – ha spiegato Musumeci – Penso alla sospensione dei contributi, il pagamento delle rate, gli oneri, gli ammortizzatori sociali per le imprese che sono state colpite, per i dipendenti. Chiaro che sono misure che devono tenere conto di una valutazione numerica la più precisa possibile. Ma credo che nei prossimi giorni potremo benissimo varare il secondo provvedimento. Abbiamo già chiesto ai tre presidenti in questo senso ed è già arrivata una prima stima ma un po’ approssimativa. Il Mef però ci chiede stime molto più dettagliate”.
“Dobbiamo convivere con gli eventi eccezionali”
Musumeci ha poi parlato dei continui eventi sul clima: “Ormai non possiamo più dire che questi eventi legati al maltempo sono eccezionali. Col cambiamento climatico, quello che prima era un evento eccezionale diventa un evento ordinario. Dobbiamo convivere col rischio, che non è soltanto quello delle mareggiate o del dissesto. Dobbiamo convivere col rischio frane, con il rischio sismico. E quindi l’Italia deve convincersi che non bisogna soltanto chiedere diritto alla sicurezza, ma a volte il cittadino deve anche contribuire a produrla”.
“Fare prevenzione educativa”
“Serve maggiore prevenzione, quella non strutturale,- ha aggiunto il ministro- quella che si fa nelle scuole, nelle famiglie, per capire come comportarsi in caso di emergenza. Se vogliamo convivere con questo territorio fragile e a rischio, dobbiamo essere pronti e non è un problema di risorse – ha aggiunto – In Italia una volta c’erano i progetti e non c’erano le risorse, 20-30 anni fa. Oggi ci sono le risorse e non ci sono i progetti. Anche perché molto spesso la prevenzione strutturale e quella non strutturale, non vengono considerate delle priorità. Adesso dobbiamo aprire gli occhi e capire che giorno dopo giorno abbiamo un problema col quale fare i conti. Ma se arriviamo preparati all’appuntamento, sono convinto che, come è accaduto con il ciclone, dove i servizi di prevenzione hanno dato concreta testimonianza di efficienza, possiamo contare bilanci meno pesanti”, ha concluso Musumeci.
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