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L’Iran apre a nuovi negoziati con gli Usa. Teheran è pronta a uno stop al programma nucleare

Venerdì a Istanbul

L’Iran apre a nuovi negoziati con gli Usa. Teheran è pronta a uno stop al programma nucleare

Esteri - di Gabriele Caramelli - 3 Febbraio 2026 alle 14:02

L’Iran sta cercando di accordarsi con gli Usa dopo gli attriti delle ultime settimane. Non a caso, il presidente Masoud Pezeshkian ha incaricato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi di avviare negoziati diretti con gli americani, rivendicando la sua scelta su X: “Ho dato istruzioni al mio ministro degli Esteri affinché, purché sussistano condizioni adeguate – prive di minacce e aspettative irragionevoli – si proceda a negoziati equi e imparziali nel quadro dei nostri interessi nazionali”.

I primi colloqui con Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca, dovrebbero iniziare venerdì a Istanbul. Anche gli Emirati Arabi che l’Iran debba raggiungere un accordo con gli Stati Uniti, come ha ripetuto il consigliere presidenziale Anwar Gargash al World governments summit di Dubai.

Dopo aver appreso la notizia della riapertura dei colloqui tra Usa e Repubblica islamica, il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, è intervenuto sulla questione: “La prima decisione da prendere è ovviamente quella di porre fine a questa repressione sanguinosa, liberare i prigionieri, ripristinare le comunicazioni, restituire la libertà al popolo iraniano e poi affrontare le questioni del nucleare, dei missili, del sostegno alle organizzazioni terroristiche”.

L’Iran riapre ai colloqui con gli Usa: Teheran pronta a fermare il programma nucleare

L’Iran sarebbe disposto ad accettare una condizione importante nei prossimi colloqui: si tratta, in sostanza, dello stop o della sospensione del suo controverso programma nucleare. Questo è quanto affermano due funzionari iraniani citati dal New York Times, che sottolineano come la Repubblica Islamica preferirebbe la proposta inoltrata dagli Usa lo scorso anno, prima dell’escalation, sulla realizzazione di un consorzio regionale per la produzione di energia nucleare.

Secondo le fonti del giornale newyorkese, però, ci sono anche altri aggiornamenti di cui tenere conto. Nei giorni scorsi, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran, Ali Larijani, ha incontrato il leader russo Vladimir Putin. In quell’occasione, il capo del Cremlino avrebbe ricevuto messaggio da parte della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, che spiegava come la Repubblica islamica potrebbe accettare il trasferimento dell’uranio arricchito in Russia. Lunedì, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha parlato di quella che per Mosca è “una questione da tempo in agenda”, sottolineando che la Russia “prosegue lavoro e contatti con tutte le parti interessate”. Nonostante ciò, il consigliere politico di Khamenei, Ali Shamkhani, ha tenuto a precisare che l’Iran non ha alcuna intenzione di spostare l’uranio all’estero, visto che “non c’è alcun motivo” per farlo.

Arrestati 139 stranieri durante le proteste nel Paese

Non si ferma la repressione esercitata dai pasdaran iraniani verso i manifestanti, che da diverse settimane scendono in piazza per chiedere libertà. Attualmente, le autorità islamiche hanno svelato che tra gli arrestati ci sono anche 139 stranieri, di cui non sono state svelate le identità. L’accusa rivolta da Negahban a queste persone è di avere delle responsabilità “nell’organizzazione e nella gestione delle rivolte”, oltre ad averle “fomentate”, in “contatto in alcuni casi con reti” fuori dai confini dell’Iran.

 

 

 

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di Gabriele Caramelli - 3 Febbraio 2026