Dati Istat di febbraio
Istat: per il terzo mese consecutivo la fiducia dei consumatori sale ancora
In Italia nuovo complessivo miglioramento delle opinioni dei cittadini sull'economia nazionale. Intanto i dati di Unimpresa sull'Export confermano la grande crescita del made in Italy che sterilizza i dazi Usa
Anche nel mese di febbraio sale l’indicatore di fiducia dei consumatori che sale da 96,8 a 97,4. Per il terzo mese consecutivo dai dati rilevati dall’Istat emerge un complessivo miglioramento delle opinioni, soprattutto di quelle che riguardano la situazione economica italiana: l’indicatore di fiducia dei consumatori arriva a toccare quota da 96,8. Tendenzialmente stabile invece la fiducia delle imprese, che registra una leggera flessione passando da 97,7 a 97,4 rimanendo comunque ampiamente al di sopra della media del 2025.
Unimpresa conferma i dati Istat: il made in Italy vola e sterilizza i dazi Usa
Intanto i dati Unimpresa sull’export verso gli Stati Uniti confermano i picchi record del made in Italy che di fatto sterilizza i dazi americani, registrati anche dall’Istituto di statistica nei giorni scorsi: nel 2025 le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono aumentate del 7,2% in valore, nonostante l’inasprimento delle tasse doganali introdotte dall’amministrazione americana nel corso dell’anno.
Bene anche le importazioni: forte espansione
Anche sul fronte dell’import si è registrata una forte espansione (+35,9%), segnale di un’intensificazione complessiva degli scambi bilaterali. È quanto sottolinea il Centro studi di Unimpresa, secondo cui la crescita dell’export verso gli Usa è stata trainata soprattutto dalla farmaceutica e dagli altri mezzi di trasporto (navi e aeromobili). In particolare, le vendite di medicinali verso il mercato americano sono aumentate del 55,2% nel 2025, quarto anno consecutivo di crescita a doppia cifra.
Il made in Italy fa la differenza
In marzo si è registrato un picco del +194% su base annua, verosimilmente legato a operazioni di “front-loading”, con spedizioni anticipate prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi. Molto dinamiche anche le esportazioni di navi (+111%) e di aeromobili e componentistica (+290%), comparti caratterizzati da elevato valore unitario e da una domanda meno sensibile al ciclo. Va sottolineato che, al netto di farmaceutica e mezzi di trasporto pesanti, le esportazioni verso gli Stati Uniti avrebbero registrato una flessione (-1,9%, che diventa -5,9% escludendo anche gli altri mezzi di trasporto). Ciò evidenzia come le tensioni tariffarie abbiano comunque inciso su ampie aree del manifatturiero, tra cui automotive, agroalimentare e chimica, ma il made in Italy, complessivamente, ha sterilizzato i dazi introdotto dal governo americano.