Neologismo militante
Iran, l’ultimo delirio di Ilaria Salis ossessionata dal pericolo nero: tutta colpa dell’asse “fascio-genocidario”
Il mondo trema per i segnali di guerra tra Iran e Usa-Israele, il buonsenso inviterebbe alla cautela, la diplomazia è al lavoro sotto il fumo delle bombe, ma c’è chi la butta sul pericolo fascista, un’autentica ossessione per Ilaria Salis. La pasdaran antifà arruolata da Avs per evitare la prigione in Ungheria, la campionessa del mondo di occupazioni abusive, si improvvisa grande esperta di geopolitica. E non perde la ghiotta occasione per lanciare i suoi anatemi contro quello che, tenetevi forte, su X definisce “l’asse fascio-genocidario”. Per non tacere del governo tirannico di Giorgia Meloni, subalterna agli amici sionisti Trump e Netanyahu.
Salis si improvvisa statista e inventa “l’asse fascio-genocidario”
I raid di Washington e Tel Aviv? La compagna Ilaria non ha dubbi. “Gli attacchi criminali condotti dall’asse fascio-genocidario Stati Uniti e Israele non hanno nulla a che vedere con il sostegno al popolo iraniano oppresso dal regime”. Presa dal fervore militante le scappa un neologismo per smascherare la brutale regia dell’attacco: l’asse fascio-genocidario. Poveri noi. Il tutto condito con espressioni forti e un po’ datate (sporca guerra) e idolatria del diritto internazionale, totem sbiadito anche tra i progressisti del pianeta. Ma non sarà che – scava scava – le piacciono gli ayatollah?
“È una guerra sporca, il governo Meloni non provi a trascinarci”
“In gioco ci sono esclusivamente equilibri di potenza, controllo delle risorse, egemonia geopolitica. È una sporca guerra di predazione e sottomissione, condotta in aperta violazione del diritto internazionale e priva di qualsiasi legittimità”. Ecco l’analisi della prof antifà. Morale? L’Italia deve tirarsi fuori. “L’Italia deve rifiutare questa guerra e non contribuirvi in alcun modo, neppure indirettamente o con il più piccolo gesto di sostegno. Il governo Meloni non provi a trascinarci in questo disastro per compiacere, ancora una volta, Trump e Netanyahu”. Palazzo Chigi è avvisato. E la pace più vicina