Viareggio, altro che Carnevale
Ira della Pascale contro furia e insulti dei pro-Pal: “Lavatevi e andate a lavorare! A Gaza vi taglierebbero la testa” (video)
Il coraggio di dire le cose in faccia, senza timori reverenziali o pseudo-censure diplomatiche, venando il tutto con quella verve che a tratti ricorda la determinazione del Cavaliere, Francesca Pascale ce l’ha senza dubbio. E ne ha dato prova negli anni… L’ultimo set di registrazione, allora, è quello del Carnevale di Viareggio dove la ex compagna di Berlusconi e poi moglie di Paola Turci, dopo aver ricevuto il premio della kermesse, è stata presa d’assalto dalle invettive dei pro-Pal a cui ha replicato per le rime (clicca qui per vedere il video postato sui social da Il Tirreno).
Francesca Pascale risponde per le rime a insulti (e propaganda) pro-Pal
Altro che subire l’intimidazione: l’indomita ospite ha risposto colpo su colpo, rispedendo offese e volgarità al mittente e smascherando le contraddizioni di un mondo — quello dei “professionisti della protesta” — che predica tolleranza ma pratica l’attacco sessista. E oggi, nel mirino delle polemiche è finita nuovamente lei, per la veemenza della risposta (e non già per le offese ricevute, con tanto di assoluzione dei provocatori votati alla causa di Hamas).
Il teatro dello scontro, come anticipato, è stato il contesto carnevalesco viareggino del Premio Funari. La festeggiata di turno è sotto il palco quando un gruppo di manifestanti pro-Pal la circonda apostrofandola con epiteti pesanti e insulti legati al suo passato sentimentale al fianco di Silvio Berlusconi. «Cortigiana» e «fascista» sono state, a detta della Pascale, le accuse più “soft” sparate a raffica da chi, paradossalmente – anzi, al limite del grottesco – si proclama paladino dei diritti e della libertà.
Il video della intemerata di risposta della Pascale dilaga sui social
Insulto libero con variazioni sessista sul tema: questo il poco edificante spettacolo contestatario andato miseramente in scena a Viareggio, che la stessa Francesca Pascale ha trovato, otre che gratuito e aggressivo, oltremodo fuori tema e fuori luogo. «Hanno scelto un contesto che con quella protesta c’entra ben poco. Ma avevano un obiettivo ben preciso: istigare», rimarca combattiva l’indignata speciale – e che riprende tra gli altri Libero quotidiano –. E che ricostruisce l’accaduto in un video postato sui social.
Furia Pascale contro pro-Pal e filo Hamas, sinistra radicale e attivisti antisemiti
E non è tutto. Perché la Pascale, «sola contro 40 scalmanati», dice, non si è limitata all’esegesi e al commento analitico dei fatti. E alla pletora di attivisti anti-Israele che la la bersagliano di ingiurie, non le manda a dire. E risponde fulminante: «Vergogna, andate a lavorare. E lavatevi con acqua e sapone! Siete pagati da Hamas», ha gridato ai contestatori. Per poi lanciare l’affondo sferzante più tosto e nerboruto: «Andate a Gaza, lì vi taglierebbero la testa».
Un richiamo brutale alla realtà che smonta il fervore dei contestatori e la narrazione idilliaca di certi collettivi incalzando, neanche troppo tra le righe, su come nella Striscia governata dai fondamentalisti le libertà civili che questi “indomiti attivisti” sbandierano in Italia sarebbero punite con la morte. E non solo. Perché l’agguato contestatario non si è limitato all’aggressione politica. «Hanno insultato il mio genere, le mie scelte sentimentali», continua la Pascale e rilanciano i siti.
«Insulti sessisti? Queste le femministe pro Pal…»
«Mi hanno definito fascista; mi dicevano “una che è stata con Silvio Berlusconi non ha il diritto di parlare”… Queste le femministe pro Pal»… E ancora. «Ma mi sono difesa ugualmente, anche con toni accesi certamente, perché quando vieni circondata e insultata in qualche modo bisogna reagire. Credevano di spaventarmi», insiste, ma hanno confermato solo «l’arroganza e la violenza» che raccontano «esattamente il loro squallore», portato in scena in un luogo di festa, davanti a famiglie e bambini.
Pascale senza freni: i pro-Pal a Viareggio trovano pane per i loro denti
Ma il punto centrale su cui insiste è soprattutto il pregiudizio ideologico: «Hanno deciso che io valgo meno perché sono stata la compagna di Berlusconi. Questa sarebbe la loro emancipazione?». O, magari, il solito riflesso condizionato della sinistra estrema? Un diktat secondo cui se non sei allineato al loro schema, diventi un bersaglio legittimo di chi sventola bandiere e slogan approvati dai centri sociali. Gente che, ingenuamente, ha pensato di mordere e fuggire. Ma a Viareggio sembra proprio aver trovato pane per i suoi denti…