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I social network fanno sentire soli i giovani tra i 18 e i 24 anni: ecco i dati di una ricerca americana

I rischi del distanziamento

I social network fanno sentire soli i giovani tra i 18 e i 24 anni: ecco i dati di una ricerca americana

Cronaca - di Giulio Benarmato - 17 Febbraio 2026 alle 20:47

I social possono essere un’agevolazione per contattare le persone che ci stanno a cuore, ma non possono risolvere i problemi legati alla solitudine. Anzi, possono aggravare certe situazioni. Tanti ragazzi passano il proprio tempo sui social, ma così facendo aumentano la probabilità di sperimentare una condizione di isolamento. Questo è quanto emerge da una ricerca pubblicata sul ‘Journal of American College Health’, che evidenzia come i giovani utenti maggiormente assidui tra i 18 e i 24 anni abbiano il 38% di probabilità in più di provare un distanziamento sociale verso il prossimo.

In termini temporali, trascorrere 16 ore a settimana sui social media, oppure 2 ore e più al giorno, è associato a un rischio amplificato. E infatti gli autori dello studio evidenziano che le istituzioni accademiche dovrebbero informare gli studenti sugli effetti dell’uso dei social, spronandoli ad avere dei limiti di tempo.

I social rendono i giovani più soli: lo dimostra una ricerca

Secondo la ricerca, più della metà dei ragazzi si sente sola, ma quelli che usano di più i social risultano molto inclini. Questo è un problema perché, come osserva Madelyn Hill, che ha guidato lo studio mentre completava il suo dottorato alla School of Human Services dell’Università di Cincinnati nella primavera del 2025, «sappiamo che le persone sole hanno maggiori probabilità di soffrire di depressione. E sappiamo anche che chi è solo ha maggiori probabilità di morire prematuramente. La prima età adulta è un periodo di molti cambiamenti, dal lasciare casa per la prima volta, all’iniziare l’università e stringere nuove amicizie, ed è fondamentale che i college e le università facciano tutto il possibile per aiutare i loro studenti a creare legami con gli altri».

Studi precedenti avevano evidenziato che Instagram, Facebook e Snapchat sono i siti di social media preferiti dai giovani adulti. Poi, ulteriori ricerche avevano dimostrato che l’uso eccessivo dei social può diminuire il tempo dedicato alla socializzazione faccia a faccia. Hill e i suoi colleghi hanno verificato i dati di 64.988 ragazzi provenienti da oltre 120 college, che hanno partecipato a un sondaggio nazionale. La solitudine è stata misurata chiedendo alle persone quanto spesso si sentissero escluse, prive di compagnia o isolati. Ed è emerso che il 54% degli studenti ne soffriva: un dato in linea con altre recenti ricerche condotte negli Stati Uniti. Inoltre, l’analisi ha rivelato che i membri delle confraternite erano tra i meno inclini a sentirsi soli, probabilmente grazie alle maggiori opportunità di partecipare a feste e altri incontri. Dall’altro lato, chi viveva a casa si sentiva diversamente rispetto a chi aveva un alloggio nel campus.

Il bilancio delle statistiche

Agli studenti è stato poi chiesto quante ore trascorressero sui social media in una settimana. Circa il 13% li utilizzava in modo eccessivo, ossia per almeno 16 ore a settimana e più li usava, più aumentavano le probabilità di solitudine. Chi stava online dalle 16 alle 20 ore a settimana, invece, aveva il 19% di probabilità in più per dire di sentirsi  rispetto a quelli che non usavano del tutto i social.  Tra l’altro, chi era connesso da 21 a 25 ore e da 26 a 30 ore settimanali aveva una probabilità di solitudine, incrementata del 23 e del 34%. Per non parlare degli utenti più connessi di tutti, i fruitori  maggiori dei social con almeno 30 ore di utilizzo a settimana, che avevano il 38% di probabilità in più di sentirsi isolati.

Gli autori della ricerca hanno compreso di non poter affermare con certezza se l’uso eccessivo dei social porti alla solitudine o viceversa, ma pensano cheun entrambe le cose siano plausibili. Alcuni studenti che usano questi canali potrebbero sentirsi isolati perché hanno meno tempo per visitare gli amici di persona. Altri ancora si sentono soli e potrebbero credere di trovare un prezioso supporto online. I ricercatori hanno anche sottolineato che alcuni studenti potrebbero aver sottovalutato il tempo trascorso sul web. Nonostante ciò, pensavano che contrastare l’uso eccessivo dei social potrebbe diminuire i livelli di solitudine.

Quali sono i risultati finali?

«Questi risultati sottolineano quanto sia diffusa la solitudine tra gli studenti universitari e sottolineano che l’uso eccessivo dei social media potrebbe sostituire le interazioni significative che proteggono la loro salute mentale – conclude l’autrice principale dello studio, Ashley L. Merianos dell’Università di Cincinnati – Una strategia chiave di salute pubblica per combattere questa epidemia di solitudine è rafforzare le connessioni sociali e aiutare gli studenti a costruire relazioni di supporto con i loro coetanei offline».

Le istituzioni accademiche, come ha aggiunto Hill, «dovrebbero educare sui potenziali effetti negativi dell’uso eccessivo dei social. Aiutare i ragazzi a comprendere come possa influire sul loro benessere potrebbe spingerli a valutare quanto tempo vi dedicano. Potrebbero quindi ridurlo o addirittura stabilire dei limiti». Un’altra cosa su cui i vertici accademici, secondo l’esperta, dovrebbero impegnarsi ad «incoraggiare gli studenti a partecipare agli eventi sociali nel campus», prediligendo la vita reale a quella digitale.

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di Giulio Benarmato - 17 Febbraio 2026