Il fine polemista
“Carogne”, “cloache”. Scanzi è schifato dagli italiani “ignoranti” e da chi accusa Albanese e Ranucci…
Sempre moderato nei suoi post, Andrea Scanzi si veste da giornalista british e fa uso di termini oxfordiani (si fa per dire) per definire chi accusa Francesca Albanese, che ovviamente sarebbe stata equivocata, e Sigfrido Ranucci, suoi amici di veleni. “Ignoranti”, gli italiani, il 97% dei quali (lui è nel 3% ovviamente) non conosce l’inglese e dunque non ha ben compreso le parole di Francesca Albanese contro Israele, francesi compresi e da oggi, tedeschi compresi.
Lui, invece, che parla inglese, ha capito che la delegata Onu per la Palestina, che “sta subendo l’ennesima macellazione mediatica“, non voleva parlare male degli ebrei e non dovrebbe dimettersi. “Titoloni, post, insulti. Tutti basati sul nulla. Su una notizia FALSA. Una roba indecente e vile. Viviamo in un’epoca in cui la verità non conta e il colpevole non è chi avalla un genocidio, ma chi ha il coraggio e l’umanità di condannarlo”. La verità, invece, la dice lui, anche quando parla dell’amico Sigfrido Ranucci, reduce dalla polemica sulle sue simpatiche dichiarazioni sulla lobby gay, che se avesse fatto Vannacci… Ma Ranucci è amico di Scanzi e sui social, quelli che lui definisce cloache, ne ha per tutti coloro che hanno osato attaccare i suoi sodali.
Scanzi in soccorso di Ranucci e Albanese
“Qualche giorno fa, in un’intervista a Vanity Fair, Sigfrido Ranucci ha detto che i suoi figli lo implorano di mollare o comunque rallentare: di pensare alla sua vita, alla sua salute: che non ne vale la pena. Che non ha senso rischiare tutto per un paese incancrenito che non vuole – e non potrà mai – cambiare in meglio. Li capisco, e conoscendo tanto Francesca quanto Sigfrido, tendo ormai a condividere malinconicamente i figli di Ranucci. L’ho detto anche ieri sul mio canale youtube. Amici miei, pensate dentro voi stessi se davvero ne vale la pena di ammalarsi, rischiare, ingoiare bile e sterco, ricevere attacchi sistematici e bruciarsi la terra attorno (amici, amori, affetti, privato: TUTTO) per inseguire un bene comune che troppi non vogliono. Al punto da odiarti e insultarti perché osi inseguirlo. Vogliatevi bene e pensate una volta tanto a voi stessi: la vita è una sola e non ha proprio senso rovinarsela, per colpa di queste carogne che azzannano nascoste in queste cloache a cielo aperto che sono i social (e non solo i social). Che schifo. Che squallore. Che rumenta. Il mio abbraccio a Francesca”, conclude il giornalista del “Fatto“, depositario, oltre che della verità, anche della saggezza, nonché delle contumelie più raffinate.