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Bonus facciate, nuova maxitruffa: sequestrati beni e crediti per 77 milioni

Era l'era del "gratuitamente"

Bonus facciate, nuova maxitruffa: sequestrati beni e crediti per 77 milioni

La Procura della Repubblica di Venezia ha disposto un provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza. Coinvolte a vario titolo 19 persone e 23 società che insistono su tutto il territorio nazionale

Cronaca - di Marcello Di Vito - 11 Febbraio 2026 alle 14:04

Se esistesse la categoria dei “provvedimenti invecchiati male” sicuramente i bonus per le ristrutturazioni varati dai governi della sinistra avrebbero un posto d’onore nella classifica. Alcuni di queste misure costosissime, piombate sulla testa degli italiani “gratuitamente” come spiegavano premier del recente passato italiano, continuano infatti a registrare effetti, per così dire, “collaterali” nonostante il passare del tempo. Cosi nelle ultime ore è arrivata la notizia che la Procura della Repubblica di Venezia ha disposto un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza per equivalente di crediti giacenti sui cassetti fiscali e somme indebitamente ottenute, per un valore complessivo di 76,9 milioni di euro.

Indagine per frode

Il provvedimento, che i finanzieri del Comando Provinciale di Venezia hanno eseguito nei giorni scorsi e convalidato dal gip, è legato a una indagine concernente una vasta frode finalizzata all’indebito conseguimento di crediti d’imposta connessi al bonus facciate, agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio, relativa a interventi edilizi di ristrutturazione mai realizzati per milioni di euro. Le indagini dei militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Venezia hanno consentito di disvelare l‘esistenza di un gruppo con a capo un ragioniere di Padova, con studio nel trevigiano, ideatore del meccanismo fraudolento: attraverso l’accesso abusivo ai cassetti fiscali di persone ignare, oltre che tramite società da lui appositamente costituite intestate a vari prestanomi, creava artatamente i presupposti per l’emissione dei crediti fiscali, che venivano poi ceduti.

Diciannove indagati e 23 società coinvolte in tutta Italia

Gli indagati attualmente sono 19, a vario titolo e in concorso tra loro, accusati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ricettazione e riciclaggio. La misura di sequestro ha riguardato 23 società, che insistono su tutto il territorio nazionale, e 33 persone fisiche che nel complesso, consapevolmente o inconsapevolmente, hanno beneficiato del meccanismo fraudolento. In particolare, le operazioni di sequestro hanno interessato le residenze, le sedi legali e operative degli indagati, presenti nelle provincie di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Rovigo, Udine, Milano, Pavia, Mantova, Roma, Napoli, Caserta e Catania, e hanno consentito, finora, il sequestro di 24 immobili e di liquidità su conti correnti per circa 3,6 milioni di euro, nonché di crediti d’imposta giacenti nei cassetti fiscali e non ancora utilizzati per 34,5 milioni di euro. Sequestri complessivi, durante l’intera indagine, da 5,8 milioni di somme giacenti sui conti correnti.

 

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di Marcello Di Vito - 11 Febbraio 2026