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Bambino di 3 anni torturato e lasciato morire di fame, barbarie in Tirolo. I genitori: “Era posseduto”

La confessione

Bambino di 3 anni torturato e lasciato morire di fame, barbarie in Tirolo. I genitori: “Era posseduto”

Cronaca - di Monica Pucci - 11 Febbraio 2026 alle 12:14

La barbarie è a un passo da noi, nel segreto delle famiglie possono consumarsi orrori indicibili, come nel vicino Tirolo, a un passo dal confine italiano. Un bambino di tre anni sarebbe stato torturato e lasciato morire di fame perché, secondo i genitori, era “posseduto da un demone”. Quando ha perso la vita, Elias pesava quattro chili, il peso di un neonato. Lunedì scorso il Tribunale di Innsbruck ha condannato all’ergastolo i suoi genitori, una coppia di 27enni del distretto di Kufstein, in Tirolo.

La tragedia del bambino torturato e denutrito in Tirolo

La morte di Elias risale al 19 maggio 2024. Quando i soccorsi arrivarono, chiamati dal padre stesso ormai a cose fatte, trovarono un corpo ridotto a pelle e ossa, disidratato, con il viso “di un uomo anziano”, come descritto dalla patologa forense in aula. Non c’erano malattie organiche a spiegare quel deperimento. C’era solo la fame, la sete e una violenza metodica.

I genitori hanno confessato. Hanno ammesso di aver legato il figlio, di averlo rinchiuso nudo al buio, imbavagliato, privato del cibo per settimane. E hanno documentato tutto. La polizia ha analizzato 125.000 messaggi scambiati tra i due, trovando foto, video e chat in cui non solo registravano le torture, ma ironizzavano sulle condizioni del bambino, incoraggiandosi a vicenda.

Nella sua delirante semplicità, il movente dichiarato è agghiacciante: i due credevano che il figlio fosse indemoniato, che un’entità maligna nel suo corpo fosse la causa delle loro difficoltà economiche e personali. Si erano rifugiati in un “mondo mistico parallelo”, ha spiegato l’accusa, per sfuggire alla frustrazione di una vita precaria. Eppure, questa coppia aveva altre tre figlie, di uno, tre e sei anni, tutte tenute in normali condizioni di salute.   Secondo il Primo Rapporto sugli omicidi in famiglia di Eures , solo nel 2018 in Italia 31 figli sono stati uccisi da un genitore, con un aumento del 47,6% rispetto ai 21 casi del 2017. In quell’anno gli autori sono risultati in 20 casi padri (64,5%) e in 11 casi madri (35,5%). La responsabilità materna è stata esclusiva nei 4 omicidi di figli sotto l’anno di età, mentre scende al 40% nella fascia 1‑5 anni (2 casi su 5), al 33,3% nella fascia 6‑13 anni (2 su 6), per poi attestarsi al 18,8% tra i figli con più di 13 anni (3 casi su 16), dove prevalgono nettamente i padri.

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di Monica Pucci - 11 Febbraio 2026