La testimonianza choc
Parla l’operaio dei lavori a Crans Montana: chiesi schiuma ignifuga, mi dissero di no. Troppo costosa
Dopo l’aggressione alla coppia Moretti dei familiari delle vittime del rogo di Capodanno a Crans Montana irrompe sulla scena una testimonianza choc. Destinata a peggiorare la situazione dei gestori del locale, indagati per omicidio. Due giorni dopo la tragedia che è costata la vita a 41 giovani (tra cui 6 italiani) l’operaio Robert Borbiro. impegnato nel 2016 nei lavori di ristrutturazione de Le Contellation. chiede di essere ascoltato dagli investigatori svizzeri perché in possesso di informazioni importanti.
Testimonianza choc, parla l’operaio che fece i lavori
Solo oggi emerge il contenuto della testimonianza contenuta in una mail. “Ho realizzato l’arredamento per il signore e la signora Moretti per l’apertura del loro locale nel 2016. In fase di conferma dell’ordine, ho proposto l’opzione di rivestire tutto con schiuma ignifuga. Questa opzione è stata rifiutata dal cliente per motivi di budget”. Un consiglio di buon senso, scontato, rimasto però inascoltato dai proprietari e gestori del pub per non spendere troppo. Una rivelazione che inchioderebbe i Moretti. L’operaio ha anche parlato delle carenze relative alla sicurezza, rilevate durante una visita nel locale prima dell’apertura.
Volevo schiuma ignifuga, mi dissero che costava troppo
“L’accesso dalla strada avviene solo tramite una piccola e stretta scala. Lo spazio era privo di un sistema di ventilazione chiuso. Sul retro della sala una piccola porta conduce a uno spazio aperto, ma questo non costituisce un’uscita di sicurezza conforme alle normative. Essendo stato responsabile operativo in Francia per una catena alberghiera dal 1991 al 1995, non capisco come la struttura abbia potuto ottenere un’autorizzazione all’esercizio”. A mio parere – conclude Borbiro dichiarandosi a completa disposizione degli inquirenti – la struttura non avrebbe potuto soddisfare gli standard di sicurezza antincendio previsti dalla normativa francese”.
La mail non è stata inclusa nel fascicolo della procura
A raccogliere le parole dell’operaio è l’avvocato Sébastien Fanti, che assiste le famiglie di diverse vittime della strage di Capodanno. Il 5 febbraio il legale scrisse alla Procura di Sion, segnalando proprio il mancato inserimento delle dichiarazioni dell’operaio nel fascicolo. “La mail di Borbiro non è inclusa nel fascicolo, il che è sorprendente. Il suo contenuto è davvero inedito, poiché proviene dalla persona che ha realizzato l’arredamento interno del locale “Le Constellation” nel 2015-2016”. Un dettaglio non certo irrilevante e che lascia dubbi sulla conduzione delle indagini e la condotta della polizia municipale. “Nulla spiega – denuncia l’avvocato – perché queste email non siano incluse nel fascicolo, nonostante costituiscano prove chiaramente incriminanti, in grado di portare rapidamente a una condanna”.
La riunione segreta tra i Moretti e i dipendenti del locale
Ma c’è dell’altro. Sarebbe emerso – come ricostruito da altri legali dei familiari delle vittime – che il 7 gennaio i coniugi Jacques e Jessica Moretti abbiano ‘convocato’ alcuni dipendenti per una riunione ‘segreta’, ovviamente smentita dalla coppia. Il sospetto più che fondato e legittimo è che i gestori del Constellation abbiano condizionato ed influenzato i testimoni. “È nostro – scrive l’avvocato Fournier alla procura svizzera – dovere informarvi che abbiamo appreso che i coniugi Moretti hanno contattato dipendenti attuali ed ex dipendenti del Constellation, del Senso e del Vieux Chalet, che sono riusciti a raggiungere. A quanto pare, hanno radunato coloro che erano disposti a partecipare a tale incontro mercoledì 7 gennaio 2026 alle 16 presso il locale Six Senses. Ci è stato detto che tutte queste persone, che abbiano partecipato o meno all’insolito incontro, vivono nella paura, persino nell’angoscia, di essere coinvolte nella vicenda”.