Rivelazioni cosmiche
Alieni e vita extraterrestre, Trump sfida i silenzi e le omissioni di Obama: “Noi pubblicheremo tutto”
Il presidente annuncia su Truth Social l’avvio della declassificazione. Polemica con Obama sulle informazioni rivelate durante il podcast con Brian Tyler Cohen
A Washington l’ultima frontiera non è fiscale né militare. È cosmica. Il presidente americano Donald Trump ha deciso che è tempo di aprire i cassetti sugli alieni. E lo ha fatto come fa tutto: annunciandolo su Truth Social, senza troppi giri.
L’annuncio di Trump
«Sulla base del tremendo interesse dimostrato, darò disposizione al Segretario alla Guerra e agli altri Dipartimenti e Agenzie competenti di avviare il processo di individuazione e pubblicazione dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (UAP) e agli oggetti volanti non identificati (UFO), nonché di qualsiasi altra informazione collegata a queste questioni altamente complesse, ma estremamente interessanti e importanti», ha scritto.
Traduzione politica: se c’è un mistero che accende l’elettorato, vale la pena illuminarlo. Anche puntando la torcia sul Pentagono.
La scintilla: “Gli alieni esistono”
La miccia sono state le dichiarazioni di Barack Obama al podcaster Brian Tyler Cohen. Alla domanda se gli alieni esistano, Obama ha risposto: «Sono reali, ma io non li ho visti e non sono custoditi — come si chiama — nell’Area 51». Poi ha aggiunto: «Non esiste alcuna struttura sotterranea. A meno che non ci sia un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al presidente degli Stati Uniti».
Apriti cielo. Il tycoon ha replicato secco: «Ha fornito informazioni classificate. Non dovrebbe farlo». Poi, a bordo dell’Air Force One, ha smorzato i toni: «Non so se siano reali o meno». E ancora: «Potrei tirarlo fuori dai guai declassificando».
Il bersaglio collaterale resta Area 51, la base nel deserto del Nevada che da decenni alimenta film, leggende e notti insonni. Secondo le teorie del complotto custodirebbe navicelle schiantate; secondo i documenti resi pubblici nel 2013 era un sito per testare aerei spia. Più Guerra Fredda che Via Lattea.
Tra ironia e statistica
Dopo l’intervista diventata virale, l’ex presidente Obama ha chiarito su Instagram: «Statisticamente, l’universo è così vasto che le probabilità che esista vita là fuori sono buone». Ma ha aggiunto di «non aver visto alcuna prova, durante la mia presidenza, che esseri extraterrestri abbiano stabilito un contatto con noi».
Non è un tema nuovo per lui. Nel 2012 Will Smith raccontò che, durante una visita alla Casa Bianca, suo figlio chiese degli alieni nella Situation Room. La risposta presidenziale fu: «Non posso né confermare né smentire l’esistenza degli extraterrestri». E aggiunse: «Ma posso dirvi che, se ci fosse stato un incontro top secret, e se fosse stato necessario discuterne, si sarebbe svolto in questa stanza».
Obama non ha mai nascosto la passione per Star Trek. Alla morte di Leonard Nimoy scrisse: «Freddo, logico, con le orecchie a punta e sangue freddo, il centro della visione ottimistica e inclusiva del futuro dell’umanità di Star Trek». Conclusione personale: «Amavo Spock».
I rapporti del Pentagono
Intanto il Pentagono indaga. Nel 2022 i vertici militari hanno dichiarato di non aver trovato prove di visite extraterrestri. Un rapporto del 2024 ha ribadito che, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, nessuna tecnologia aliena è emersa dagli archivi e che molti avvistamenti erano oggetti ordinari scambiati per prodigi interstellari.
L’All-domain Anomaly Resolution Office ha messo nero su bianco: «È importante sottolineare che, ad oggi, l’AARO non ha scoperto alcuna prova di esseri, attività o tecnologie extraterrestri».
Eppure, le segnalazioni continuano. I video circolano, i parlamentari chiedono trasparenza, l’opinione pubblica osserva. Trump promette di aprire tutto. Se nei faldoni ci saranno marziani o solo memorandum burocratici, lo dirà la carta. Per ora, il mistero resta un formidabile strumento politico.