Un commiato postumo
Addio a Bianca Maria Piccinino, pioniera nella Rai delle origini scomparsa a 101 anni: fu la prima donna a condurre un Tg
Il sipario è calato nel silenzio più assoluto, proprio come lei aveva chiesto. Bianca Maria Piccinino, la leggenda che ha dato il volto e la voce alla Rai delle origini, si è spenta a Roma il 20 luglio 2025 all’età di 101 anni. La notizia trapela solo oggi, a distanza di sei mesi, per un estremo atto di riservatezza voluto da una donna che, dopo aver raccontato la Storia, aveva deciso di non voler più essere al centro dell’agenda mediatica.
A spiegare il silenzio è ora la figlia, Paola Ricci, che interpellata dall’Adnkronos racconta: «Il silenzio è stato voluto da lei: per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti. Immagino che poi sia comunque trapelata e ormai, a oltre sei mesi dall’accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta fatica. La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha più voluto “fare notizia”. Nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano intervistarla»…
Addio a Bianca Maria Piccinino, volto storico del Tg della Rai
Nella foto d’archivio Ansa postata in alto la vediamo alla scrivania del Tg1 in un’immagine in bianco e nero che la ritrae accanto a Emilio Fede. Oggi, alla luce dei fatti, sappiamo che i due colleghi che hanno fatto la storia del tele-giornalismo di Viale Mazzini se ne sono andati a due mesi di distanza l’uno dall’altra. Ma, per volontà di Bianca Maria Piccinino, lo apprendiamo solo in queste ore: in base a sue precise disposizioni, infatti, la notizia della morte di colei che è stata una delle pioniere del tg Rai, è rimasta segreta per oltre mezzo anno…
Una vita di primati: dalla scienza al Telegiornale
Nata a Trieste nel 1924 da padre triestino e madre milanese, laureata in biologia, iniziò la carriera nella Rai neonata nel 1953 come autrice e presentatrice di programmi scientifici, per poi addentrarsi nel mondo animale. Bianca Maria Piccinino non era però solo una giornalista. Era l’incarnazione di una Rai colta, elegante e pionieristica. Laureata in biologia, debuttò nel 1953 – l’anno zero della televisione italiana – con programmi scientifici, diventando popolarissima accanto ad Angelo Lombardi ne L’amico degli animali.
Ma è nel giornalismo d’informazione che ha infranto il soffitto di cristallo: è stata la prima donna a condurre un telegiornale in Italia (quello del pomeriggio sulla rete ammiraglia della Rai) e, nel 1976, tenne a battesimo il nuovo Tg1 delle 13.30 insieme, per l’appunto, a un giovane Emilio Fede. E in una redazione allora quasi esclusivamente maschile, la sua professionalità divenne un faro per intere, future, generazioni di colleghe.
La svolta nella sua carriera arriva agli inizi degli anni ’60, dopo aver collaborato a vari programmi con Mario Soldati, con Enzo Biagi, quando fu spinta a occuparsi di moda: tema all’epoca considerato di esclusivo appannaggio femminile. Fino a diventare responsabile del settore per il Telegiornale. Uno dei suoi compiti più significativi fu la copertura delle sfilate di prêt-à-porter a Firenze, Roma e Parigi e come inviato speciale divenne il volto la voce femminili della moda alla Rai.
In un’epoca in cui gli accordi prevedevano che le immagini delle sfilate potessero essere trasmesse solo tre mesi dopo l’evento, Piccinino riuscì a portare la moda direttamente nelle case degli italiani. Erano gli anni del Made in Italy, dei grandi stilisti come Giorgio Armani e Gianni Versace e della ribalta dello stile italiano.
Bianca Maria Piccinino, il volto del Made in Italy, la voce dell’Alta Moda
Pertanto, se oggi la moda italiana è un’eccellenza globale, lo dobbiamo anche al suo racconto. Perché Bianca Maria Piccinino ha trasformato le sfilate da eventi d’élite e le creazioni dei maestri di sempre del settore a fenomeno di costume nazionale. Inviata speciale a Parigi, Londra e New York, è stata testimone dei grandi mutamenti della società attraverso l’abito, intervistando giganti come Mikhail Gorbaciov, Indira Gandhi e Sophia Loren. Storica resta la sua telecronaca del matrimonio tra Carlo e Diana nel 1981: un momento in cui la sua voce proiettò milioni di telespettatori in un sogno collettivo globalizzato.
Il silenzio finale: una lezione di stile
Dopo il pensionamento nel 1989 e la chiusura della rubrica Moda nel 1994, si era ritirata a vita privata, dedicandosi all’insegnamento nelle Accademie e ai suoi affetti.