Raid Usa su larga scala
Venezuela, esplosioni nella notte a Caracas, buio, colonne di fumo e caos. Trump rivendica l’attacco: Maduro e la moglie sono stati catturati (video)
Prima i lampi, che anticipano di decimi di secondo l’attacco alle aree militari del Venezuela e al regime di Maduro. Poi il boato e il fragore delle forti esplosioni nella notte a Caracas: sulla capitale, elicotteri e aerei. Il presidente venezuelano punta subito l’indice contro una «gravissima aggressione militare degli Stati Uniti». «L’obiettivo di questo attacco – sostiene un comunicato del governo – non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela. In particolare del petrolio e dei minerali». Poi, la dichiarazione dello stato d’emergenza.
Venezuela, raid notturno degli Usa su Caracas
E a stretto giro, anche la Cbs dichiara che l’azione sarebbe stata ordinata dal presidente americano Donald Trump prima di Natale, in continuità con l’intensificarsi della sua amministrazione della campagna contro il regime del presidente venezuelano. Persino Fox News riferisce sul punto che funzionari americani, rimasti anonimi, avrebbero confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi. Sulle prime il Pentagono, interpellato dalla Reuters subito dopo le esplosioni, non rilascia commenti. Nessuna conferma, né rivendicazioni. Poi arriva da Truth social l’annuncio (e la conferma) di Trump.
Venezuela, l’annuncio di Trump: «Condotto con successo un attacco su larga scala»
«Gli Stati Uniti hanno condotto con successo un attacco su larga scala sul Venezuela questa notte», scrive il presidente americano sul suo social. E aggiunge un dettaglio non da poco: «Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e sua moglie sono stati catturati e sono stati portati fuori dal Paese».
Venezuela, esplosioni notturne e aerei che sorvolano Caracas a bassa quota
Evidente e chiaro sin da subito che l’attacco si inserisce in un contesto di forte tensione internazionale tra Washington e Caracas. Con le forze armate degli Usa che negli ultimi giorni hanno intensificato operazioni nel Mar dei Caraibi, prendendo di mira imbarcazioni sospettate di traffico di droga. Come noto, il presidente Trump ha recentemente dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, lanciando moniti e messaggi al regime di Maduro – definendolo con “i giorni contati” –. E confermando operazioni contro strutture legate al narcotraffico.
L’attacco in un momento di altissima tensione tra Usa e Venezuela
Secondo l’Afp, le detonazioni sono avvenute attorno alle 2, ora locale. Almeno sette le esplosioni che si sono verificate nella capitale, riferiscono diverse testate, che riportano anche di una grande base militare colpita nella parte meridionale della città rimasta senza elettricità. E dove è visibile una colonna di fumo. Anche la casa del ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, sarebbe stata colpita nei raid aerei, riferiscono i media venezuelani. Affermando che il ministro sarebbe al momento irraggiungibile. Alcuni media riferiscono anche che l’esponente del governo di Maduro si trovava nella base aerea di Tiuna al momento dell’attacco. E, secondo alcuni post sui social media, sarebbe stato ucciso.
I notiziari venezuelani Efecto Cocuyo e Tal Cual Digital hanno riferito che sono state udite esplosioni anche nello Stato di La Guaira, a nord di Caracas, sulla costa del Paese e a Higuerote, una città costiera nello stato di Miranda.
Fumo e quartieri al buio, il boato delle esplosioni: le immagini corrono sui social
Al buio diversi quartieri, riferisce quindi la Cnn, secondo cui la prima detonazione è avvenuta approssimativamente alle 1.50 ora locale. «Una di queste è stata così forte che la mia finestra ha iniziato a tremare», ha detto il corrispondente dell’emittente americana. Un video ottenuto e verificato dalla Cnn, mostra due pennacchi di fumo che si innalzano nel cielo notturno tra le luci di Caracas. Alla base di uno dei pennacchi si nota un bagliore arancione. Poi un lampo in un’altra posizione, seguito da un boato.
Sui social network sono intanto visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, senza che sia possibile localizzare con precisione l’area esatta delle esplosioni, che sembrano aver avuto luogo nella parte sud e est della capitale venezuelana.
Molti gli utenti dei social che hanno segnalato diverse esplosioni nelle prime ore di stamattina, con gli abitanti di diversi quartieri della capitale venezuelana che hanno preferito lasciare le proprie abitazioni per riversarsi in strada. Secondo testimoni, il rumore della detonazione è stato udito in diverse zone della città, nonché all’aeroporto Simón Bolívar di Maiquetía e al porto di La Guaira.
I residenti di quartieri come El Junquito, La Pastora, Macarao, El Hatillo, El Marqués e Los Ruices hanno riferito di aver sentito aerei volare a bassa quota sopra di loro. E poi il boato delle esplosioni. Alcune zone della città sono rimaste senza elettricità. Sono state condivise inoltre immagini di cittadini che hanno lasciato i loro appartamenti riversandosi in strada.
“No more foreign wars”
“Peace President”Meanwhile, Trump is bombing Venezuela. pic.twitter.com/l1pDvWWIH0
— Mukhtar (@I_amMukhtar) January 3, 2026