Vite sospese
Strage in Svizzera, l’angoscia delle famiglie e il doloroso mistero dei sei giovani italiani dispersi: ecco chi sono
Dopo l’orrore di fuoco in Svizzera, il drammatico silenzio delle informazioni sui sei dispersi italiani. Il risveglio di Crans-Montana dopo la notte di Capodanno è un incubo che parla italiano. Mentre il bilancio ufficiale delle autorità elvetiche si fa sempre più drammatico, il centro congressi Le Régent è diventato il fulcro di un doloroso pellegrinaggio per decine di connazionali. Tra le macerie fumanti del bar Le Constellation si contano attualmente sei dispersi italiani, quasi tutti minorenni. Mentre la speranza dei familiari è appesa a un filo sottile: che i propri cari si trovino, privi di documenti, tra i feriti non ancora identificati negli ospedali di Zurigo, Sion o al Niguarda di Milano. Ma riavvolgiamo il nastro, e procediamo con ordine.
Strage in svizzera, risultano ancora sei italiani dispersi. Il dolore e il silenzio delle informazioni
Sono 19, in base alle informazioni disponibili finora, gli italiani coinvolti nell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel bar di Crans-Montana, nel canton Vallese in Svizzera. Di questi, sei sono ufficialmente dispersi. Cioè sul loro conto non è disponibile al momento alcuna informazione: questo il quadro fornito dal Ministero degli Esteri, in una nota.
Il ministro Tajani a Crans Montana
Oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Crans-Montana per visitare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nell’incendio, che ha provocato decine di morti e feriti, e per portare la solidarietà del governo italiano. A quanto risulta al momento le segnalazioni confermano che gli italiani coinvolti nella sciagura sono in totale 19. Queste le informazioni, così suddivise: tre pazienti trasferiti in Italia all’ospedale Niguarda di Milano. Dieci ospedalizzati (di due non c’è certezza, né sulle condizioni né sull’ospedale: si attendono notizie dalle autorità svizzere). Sei dispersi, sui quali tuttora «non sono disponibili informazioni di nessun tipo».
L’ambasciatore italiano in Svizzera coordina l’unità di crisi per assistere le famiglie
L’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha anticipato che all’arrivo della delegazione del ministro Tajani a Crans le autorità svizzere (Polizia di Sion) dovrebbero condividere la situazione completa degli italiani. Ma al momento serve tempo, conferma il diplomatico, aggiungendo: «Molti corpi sono irriconoscibili»… A ieri risultavano ancora 5 vittime da identificare (nazionalità non note) e 47 vittime totali. Pertanto, mentre l’ambasciatore coordina l’unità di crisi per assistere le famiglie, il processo di identificazione delle vittime prosegue a rilento. In alcuni casi è stato necessario il prelievo del Dna e la richiesta delle cartelle odontoiatriche. Segnali di una tragedia la cui entità totale richiederà ancora lunghi giorni per essere definita con certezza.
Svizzera, 6 gli italiani dispersi: ecco chi sono
E allora veniamo ai sei italiani che risultano ancora dispersi dopo la tragedia di Crans-Montana. Tra loro, secondo quanto ha riferito la madre Carla Masiello che ha rivolto un appello attraverso i media, figura Giovanni Tamburi, 16 anni. Il ragazzo era in vacanza con il padre a Crans-Montana e risulta irraggiungibile. E da Bologna arriva l’appello straziante della mamma per il figlio Giovanni. Un amico riferisce di averlo perso di vista durante la fuga nel caos, e la madre ha diffuso un dettaglio per riconoscerlo: una catenina d’oro con l’immagine della Madonna.
Non si hanno notizie nemmeno di Emanuele Galeppini, 17 anni, nato a Genova e da qualche anno residente a Dubai con la famiglia. Ieri sera si trovava all’interno del bar dove si è consumata la tragedia, e aveva sentito la famiglia a mezzanotte per gli auguri prima di sparire nel rogo. Il padre nelle scorse ore ha rivolto un appello al Tgcom per avere notizie del figlio. Ancora: nel tragico elenco figurano anche i nomi di Achille Barosi, 16 anni e di Giuliano Biasini, del quale non è nota l’età. E poi ci sono i due giovani milanesi: Riccardo Minghetti, anche lui 16enne, e Chiara Costanzo. Il padre di quest’ultima, Andrea, denuncia con rabbia il silenzio delle autorità svizzere, aggrappandosi all’idea che la figlia possa essere ricoverata in terapia intensiva con identità ignota.
Un bilancio rivisto più volte nel corso della giornata, man mano che qualche parente chiamava la Farnesina per avvisare di aver ritrovato qualcuno che prima mancava all’appello. E con il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che continua a invitare le famiglie a contattare la Farnesina per fornire elementi utili a costruire una lista ufficiale dei dispersi.
Storie di salvezza e di dolore: i 13 italiani ricoverati negli ospedali tra Italia e Svizzera
Ma non è ancora tutto. Perché accanto a chi manca all’appello, nell’elenco delle persone travolte dalla strage in Svizzera – oltre ai sei italiani dispersi – ci sono anche 13 connazionali che sono stati identificati e risultano ricoverati in ospedale, e portano sul corpo i segni dell’inferno. Come Manfredi Marcucci, 16 anni, salvato dal padre Umberto, che è riuscito a superare i varchi di sicurezza e a caricarlo in auto insieme ad altri due giovani per correre in ospedale. Gravi anche le condizioni di Francesca Nota e Chian Kaiser Talingdan, quest’ultimo studente del liceo Virgilio di Milano, arrivato a Crans per la prima volta proprio per queste vacanze.
