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Schillaci: Rendiamo più moderno il servizio sanitario nazionale che il mondo ci invidia

Salute e futuro

Schillaci: Rendiamo più moderno il servizio sanitario nazionale che il mondo ci invidia

Il ministro è intervenuto al convegno promosso dal presidente della Commissione Sanità, Zaffini. Presenti tra gli altri Ignazio La Russa e il governatore del Lazio, Rocca

Politica - di Eva De Alessandri - 14 Gennaio 2026 alle 15:42

La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme: questo il titolo del convegno promosso dal presidente della Commissione Sanità e Lavoro al Senato, Francesco Zaffini a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, il ministro della Salute, Orazio Schillaci e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. E il responsabile della Sanità del governo Meloni ha rivendicato il lavoro di questi anni lanciando lo sguardo al futuro: “Il Servizio sanitario nazionale è un orgoglio del Paese ed è invidiato nel mondo, ma dopo 47 anni va reso più moderno e più vicino ai bisogni dei cittadini”. Per Schillaci è necessario superare la contrapposizione tra medicina generale, territoriale e ospedaliera, che “devono essere parti di un unico sistema integrato”. Un passaggio fondamentale anche per valorizzare le nuove tecnologie, i dati sanitari e le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale in termini di medicina di precisione e personalizzata.

Italia avanguardia d’Europa su molti temi

Nel corso del suo intervento il responsabile della Sanità e della Salute dell’Esecutivo ha ricordato il ruolo centrale del Parlamento nell’ascoltare i bisogni dei territori e nel garantire che le politiche sanitarie migliorino concretamente la qualità della vita. Ha inoltre sottolineato come alcuni provvedimenti abbiano in questi anni reso l’Italia “Avanguardia in Europa” come nel caso della norma che riconosce l’obesità quale patologia cronica e i programmi di screening pediatrici per celiachia e diabete di tipo 1. “Dobbiamo curare le persone, non solo le malattie“, ha ribadito Schillaci,

Sanità diventi sempre più proattiva

Per Schillaci poi “la sanità non può essere solo reattiva, deve diventare sempre più proattiva. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendono necessario un cambio di paradigma, puntando su stili di vita corretti, prevenzione primaria e politiche di invecchiamento attivo“. Il ministro ha fatto notare come oltre il 60% delle malattie sia legato a fattori di rischio modificabili e che “la prevenzione e l’integrazione tra medicina territoriale e ospedaliera sono i pilastri su cui costruire il futuro del Servizio sanitario nazionale. “Il diritto alla salute – ha concluso – resta un principio fondamentale che dobbiamo continuare a garantire a tutti i cittadini”.

La Russa: Italia ed Europa fari di civiltà

Presente all’incontro che si è celebrato a Palazzo Madama anche il padrone di casa, Ignazio La Russa: “Che cosa possono fare i Parlamenti per affrontare i grandi temi della salute che riguardano il più giovane e il più anziano cittadini del mondo” è tema centrale della discussione di oggi. “Io conosco per esperienza diretta la disomogeneità del sistema salute anche tra Nord e Sud. Sono nato al Sud” ha ricordato La Russa. “Ho visto con i miei occhi i viaggi della speranza da un lato all’altro della Nazione per avere, nelle aspettative, la migliore cura possibile, dimenticando che le eccellenze ci sono anche al Sud. Ma la percezione non è casuale, le discrepanze devono esistere se così sono comunemente percepite. E se ci sono differenze all’interno di una nazione pensate come sia importante un lavoro di approfondimento e intervento a livello delle differenze fra singoli stati – e prima di tutto ci riferiamo all’Europa – dove gli interventi e le risposte appiano più facili, ma anche più urgenti perché la sensibilità dei nostri concittadini europei e’ più alta rispetto ad altre zone del mondo. Vogliamo essere anche qui un faro e un esempio di civiltà, come è quella europea nella storia e nel mondo Cerchiamo di attrezzarci in questa direzione” ha concluso il presidente del Senato.

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di Eva De Alessandri - 14 Gennaio 2026