CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Lo chef Natale Giunta e il cartello provocatorio di riscossa civica: “Vietato l’ingresso ai maranza e ai violenti”

Qui non entri: basta risse

Riscossa civica, lo chef Natale Giunta mette al bando la violenza delle gang con un cartello: ingresso vietato ai maranza (video)

Basta col mito di Gomorra: e dopo il no al pizzo, lo chef bandisce i violenti dai suoi locali. E con un messaggio a metà tra provocazione e indignazione, spiega il perché della sua iniziativa e esorta altri colleghi a fare lo stesso

Cronaca - di Bianca Conte - 9 Gennaio 2026 alle 19:22

Tra provocazione e reazione indignata: lo chef Natale Giunta, noto per aver denunciato i suoi estorsori e titolare di Citysea, dai suoi social lancia una provocazione: un divieto di ingresso per i “maranza” e le gang di giovani che vanno nei locali in cerca di risse e di violenza da dispensare a go-go, auspicando che il suo gesto possa essere presto imitato anche da altri colleghi.

Lo chef Natale Giunta mette bandisce i maranza dal suo locale

Perché non è più solo una questione di ordine pubblico, ma una vera e propria battaglia di civiltà. Così, dopo l’ultimo precedente dell’inferno di Capodanno – con le immagini indelebili dei tavoli e delle sedie di una pizzeria, scagliati tra la folla in Piazza del Duomo a Firenze, e con il titolare del locale che ha denunciato che alla mega-rissa avrebbero partecipato tra le trenta e le quaranta persone appena maggiorenni – la società civile decide di alzare la testa. A guidare la rivolta contro la “cultura del sopruso” è lo chef Natale Giunta, uomo simbolo della lotta alla criminalità, che dalle pagine dei suoi social lancia una provocazione destinata a far discutere: il divieto ufficiale d’ingresso, nel suo locale Citysea di Palermo, per i cosiddetti “maranza”.

Dopo il no al pizzo, ingresso vietato alle gang di violenti

E in un video, lo chef che ha detto no al pizzo e ora in trincea contro la violenza pretestuosa delle gang giovanili in azione a Milano come a Palermo, in un video girato davanti all’ingresso del locale che si trova al Molo trapezoidale di Palermo, mostrando un cartello con il classico cerchio sbarrato e la sagoma di un uomo barbuto, assevera con fermezza:

Basta col mito di Gomorra

Non solo. «Da oggi esce il primo divieto ufficiale di Citysea. L’accesso qui è vietato. La tua presenza non è benvenuta, se indossi una tuta lucida imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, una borsa Gucci non autentica e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama il discutibile stile Gomorra, sei invitato a non entrare nei miei locali». E il messaggio è chiaro: è una sferzata contro un modello antropologico figlio di serie tv degradanti e mitologie da strada. «Siamo stanchi di subire risse e violenze da chi esce di casa solo per attaccare briga», attacca chef Giunta. Puntando il dito contro quelle divise fatte di tute lucide. Contraffazioni di lusso. E barbe in “stile Gomorra”.

Non è discriminazione, è un segnale di indignazione e riscossa civica

Ma la sua non è una discriminazione estetica. Bensì una difesa del diritto alla sicurezza per i clienti e gli imprenditori, ormai ostaggio di un’escalation di aggressività che rischia di desertificare i centri storici e la movida sana. Un gesto forte, quello dello chef, volto a manifestare stanchezza verso un tipo di utenza che – denuncia – «siamo stanchi di cacciare continuamente. Come di subire le loro reazioni spropositate tutte le volte che non li facciamo entrare. E di essere costretti a fare intervenire le volanti delle forze dell’ordine. Abbiamo la licenza di pubblica sicurezza per gli eventi e gli spettacoli, e dobbiamo garantire la sicurezza e il divertimento dei nostri clienti. I locali in città stanno soffrendo questa escalation di violenza, probabilmente alimentata da certi modelli televisivi che hanno cassa di risonanza sui social e si riconoscono in un certo tipo di abbigliamento simbolico».

Il divieto d’ingresso dello chef Giunta ai maranza: «Vanno nei locali solo per fare risse»

«Questi soggetti – conclude non a caso chef Giunta – vanno nei locali della movida non per stare bene. Ma per fare risse. Poi però il questore sequestra a noi le attività. Vorrei che altri gestori si unissero a questo divieto provocatorio, isolando pregiudicati e violenti di ogni genere. Scoraggiamo la cultura di Gomorra che genera violenza. Facciamolo diventare un messaggio forte come quello di Addio Pizzo. Diciamo ad alta voce: Basta. Se sei violento non ti vogliamo!». Un grido contro la prepotenza di chi crede che la strada e i locali siano zone franche. È il segnale di un’Italia che non intende più rassegnarsi a modelli sociali d’importazione o di malavita, rivendicando il diritto di accogliere solo chi conosce il significato del rispetto e della convivenza civile.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Natale Giunta (@chef_natale_giunta)

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Bianca Conte - 9 Gennaio 2026