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Referendum, il fronte del No diffonde falsità anche sui libri di scuola. Rampelli denuncia l’ennesima bufala

Indottrinamento subdolo

Referendum, il fronte del No diffonde falsità anche sui libri di scuola. Rampelli denuncia l’ennesima bufala

Politica - di Adriana De Conto - 29 Gennaio 2026 alle 16:45

La campagna referendaria del No alla riforma della Giustizia va avanti a forza di fake news e arriva nei libri di testo che diffondono informazioni errate. L’ultima bufala è stata smascherata da Fabio Rampelli che dai suoi canali social posta la pagina di un testo con una affermazione del tutto fuorviante. Il vicepresidente della Camera di FdI – che sulle correttezza dei libri di testo scolastici ha fondato battaglie storiche ed importanti-  ha reso noto un passo del volume: Diritto ed Economia pubblicato dalla casa editrice Paravia a cura della professoressa Maria Rita Cattani. Un testo adottato al  liceo scientifico ‘Leonardo da Vinci’ di Reggio Calabria. Qui “la separazione delle carriere viene piegata alle logiche del No, scrivendo falsità e debordando dalla funzione che un libro di testo deve avere”.

Referendum, Rampelli: “Propaganda per il No nei libri di scuola”

Rampelli, quindi, rende nota una foto del libro di testo dove viene “spiegata” l’indipendenza dei magistrati, con una citazione e una foto dell’ex magistrato Ilda Boccassini. Si legge: “Recentemente i magistrati sono stati spesso contestati per le loro presunte ‘intrusioni’ nella vita altrui, considerate da alcuni eccessive e arbitrarie; per questo sono state fatte proposte per limitarne l’indipendenza”. In particolare vengono indicate “l’introduzione di sanzioni disciplinari più severe per i giudici che non adempiono con correttezza alla propria funzione; la separazione delle carriere: vale a dire l’impossibilità per un magistrato di passare dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa; una drastica limitazione del potere di disporre di intercettazioni telefoniche e ambientali a carico di persone imputate di reato”.

Referendum: “Ideologizzazione nei libri di diritto”. La denuncia

A Rampelli cadono le braccia. “Dopo 26 anni dalla storica battaglia sulla faziosità dei libri di testo in uso nelle scuole, continua il processo di ideologizzazione. Questa volta la battaglia si sposta dai libri di storia a quelli di diritto”. Il ricordo va,  appunto, agli anni spesi a salvaguardia della correttezza dei testi di storia,  dove l’ideologia veniva usata come una clava per veicolare la propaganda rossa. Rampelli, all’epoca in cui ricopriva il ruolo di capogruppo nella Regione Lazio, ai tempi dell’amministrazione di Francesco Storace, propose in commissione Cultura che un comitato di storici e studiosi facesse chiarezza sui testi che diffondevano falsificazioni e partigianerie  nell’insegnamento della storia.

“Dai libri di storia a quelli di diritto”: le falsità

C’erano all’epoca libri di testo in cui le foibe erano descritte vergognosamente come “doline carsiche”, nulla di più. Con un completo oscuramento degli italiani perseguitati e uccisi dai partigiani di Tito. Solo un esempio tra i tanti. Che anche in occasione del referendum i fautori del No arrivino ad utilizzare testi di diritto è avvilente e preoccupante.

Rampelli: “Domani depositeremo un’interrogazione”

Entrando nel merito, “come ha sottolineato l’Unione Camere Penali della regione – aggiunge Rampelli – il testo fa passare la riforma per un attacco all’indipendenza dei giudici. Ci troviamo di fronte a un chiaro tentativo di indottrinamento degli studenti con informazioni false e un frasario fazioso e ideologico: del tutto inopportuno per un testo scolastico”. Dunque, non si intende stare a guardare. “Domani – fa sapere- sarà depositata un’interrogazione per sapere come il governo intenda salvaguardare il diritto dei ragazzi a sviluppare un’autonoma coscienza critica”.

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di Adriana De Conto - 29 Gennaio 2026