Dem "separati" in casa
Referendum, da Firenze schiaffo alla Schlein: i riformisti scelgono il Sì e umiliano il dogma manettaro. Elly sconfessata: “Basta coi Santi Uffizi del Pd”
Giustizia, a Palazzo Reale il pienone dei frondisti manda in tilt il Nazareno: Concia, Picierno e compagni spiegano perché ribellarsi alla segretaria e votare con il centrodestra. E non senza ironie e stoccate polemiche
A metà corridoio del primo piano della Palazzina Reale di Santa Maria Novella che ospita l’Ordine degli Architetti di Firenze va in scena la rivolta dei riformisti dem. E proprio in quelle “sacre stanze”, mentre Elly insegue il giustizialismo grillino, i suoi big scelgono di votare Sì al Referendum sulla Giustizia e tuonano: «Basta con i Santi Uffizi del Pd».
Perché c’è anche una sinistra che non si allinea ai diktat del vertice. Ed è una sinistra che ieri, nella “rossa” Firenze, ha dato una lezione di democrazia e di realtà a Elly Schlein. Doveva essere un incontro per “pochi gatti”, si è trasformato in un assedio di folla: l’edificio regale di Santa Maria Novella è stata letteralmente travolta dal popolo dei riformisti, accorsi per dire “Sì” alla separazione delle carriere e alla Riforma della giustizia.
Referendum sulla Giustizia, cortocircuito nel Pd travolto dalla realtà e rinnegato dai suoi stessi big
In prima fila c’è Matteo Renzi, che osserva con un sorriso sornione il corto circuito dei suoi ex compagni di strada. Ma i veri protagonisti sono i “padri nobili” e i dirigenti che non ci stanno a farsi dettare la linea da Landini e Conte. Il costituzionalista Stefano Ceccanti e l’ex presidente della Consulta, Augusto Barbera, hanno smontato, pezzo dopo pezzo, lo spauracchio della “svolta autoritaria” agitato dal Nazareno. «Gelli voleva meno parlamentari, allora i grillini sono piduisti?», ha sferzato Barbera tra gli applausi, ridicolizzando il riflesso condizionato di chi vede il “fascismo” dietro ogni riforma liberale.
Referendum e dem, Barbera lancia la bordata ironica sul Pd: «Neppure l’Ai capisce le correnti»…
E a proposito di uscite beffarde, sempre Barbera in vena di ironie sagaci (e emblematiche), sempre all’evento con i riformisti e giuristi di area dem, ha lapidariamente sentenziato sul caos delle divisioni in seno al Nazareno (e non solo sulla Giustizia forse), commentando: «Ho chiesto all’IA di spiegarmi le correnti della magistratura: non c’è riuscita neanche lei». Pertanto, se persino gli algoritmi si arrendono davanti al caos del sistema correntizio, figuriamoci gli elettori dem…
Non siamo “i Santi Uffizi”…
Ma non è tutto. Perché l’aria che si respirava a Firenze era quella di una liberazione. E Anna Paola Concia non ha mancato di dirlo apertis verbis (con parole chiare): «Non esistono i Santi Uffizi della sinistra». Un messaggio diretto a chi marchia con la lettera scarlatta del traditore chiunque osi sfidare il dogma dell’intoccabilità dei magistrati. E da Enrico Morando a Pina Picierno, il coro che si alza dalle sale fiorentine è diretto e unanime: lasciare la bandiera del garantismo nelle mani della destra è stato un suicidio politico. Con annessa postilla di Morando che non le manda a dire alla segretaria, bollando la tesi della Schlein – secondo cui la riforma Nordio sarebbe un attentato all’indipendenza delle toghe – per quello che è: «Una balla clamorosa».
La triplice di Concia, Picierno e Morando manda in tilt le tesi Schlein
Così, alla fine della fiera e della discussione che apre un ennesimo fronte interno nel Pd. Mentre la numero uno del Nazareno si barrica in un’alleanza sempre più subalterna al giustizialismo di piazza dei Cinque Stelle e della Cgil, a Firenze emerge un pezzo di mondo progressista che rivendica condivisioni riformiste col governo di centrodestra in carica. E il “pienone” toscano è un segnale d’allarme che Elly farebbe bene a non ignorare. Perché se per inseguire Conte si perdono per strada le ragioni del diritto e del merito, annegando nel mare del sistema delle correnti dell’Anm, il rischio è che a restare soli siano proprio quelli che gridano alla “deriva autoritaria”. Mentre la gente comune chiede solo processi giusti e carriere separate.