Il regista napoletano
Paolo Sorrentino, poca grazia nei confronti della politica attuale: “Rimpiango quelli di una volta, c’erano i valori…”
Paolo Sorrentino è un nostalgico, della Napoli che fu, di Maradona, ma anche dei vecchi politici della Prima Repubblica, beato lui… Nel futuro, invece, vede una società libera da vincoli morali, anche sul fine vita. “Provo nostalgia per quelle figure politiche che vivevano la politica come una vocazione e non come un’occasione. Dal film emerge chiaramente quanto io sia legato a un’idea più antica di politica rispetto a quella che si vede oggi. A una politica incarnata da chi metteva al centro valori oggi in disuso: la rinuncia, la frugalità e la responsabilità”, dice il regista napoletano riflette sulla politica di oggi in occasione della conferenza stampa de ‘La Grazia’, dal 15 gennaio nelle sale con PiperFil.
Paolo Sorrentino, “La Grazia” e l’eutanasia
“Non so se il presidente Mattarella abbia visto ‘La Grazia’”, dice il regista Paolo Sorrentino. “Penso che abbia delle cose più importanti da fare”, aggiunge l’attore Toni Servillo. I due, alla conferenza stampa del film, rispondono così a chi chiede se il capo dello Stato abbia visto il nuovo film, dato che in molti ipotizzano un’ispirazione della pellicola proprio al capo dello Stato.
“Non mi sono ispirato a nessun presidente della Repubblica, ho preferito inventarlo piuttosto che rifarmi a qualcuno in particolare”, aveva detto Sorrentino nell’intervista all’Adnkronos in occasione della presentazione del film (dal 15 gennaio nelle sale con PiperFilm) all’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. “Quello che è riferito all’attuale presidente Mattarella, ma anche a Napolitano, Ciampi e Scalfaro, è sicuramente questa autorevolezza, senso di responsabilità, di saggezza e questa capacità di esercitare il loro ruolo nella maniera più alta possibile anche con un grande senso di paternità. Ed è stato secondo me un porto sicuro in mari molto più agitati che hanno caratterizzato la politica italiana negli ultimi anni”.
Oggi la corsa verso la volgarità è senza freni”, aggiunge Sorrentina. Protagonista del film è Toni Servillo, per la settima volta diretto dal regista Premio Oscar, questa volta nel ruolo di Mariano De Santis, presidente della Repubblica, vedovo, cattolico, giurista e pieno di dubbi che si trova a dover decidere su due delicate richieste di grazia, veri e propri dilemmi morali, e su un tema ancor più difficile e sensibile: l’approvazione o meno di una legge sul fine vita. Al suo fianco Anna Ferzetti, ovvero sua figlia Dorotea, anche lei giurista, e la sua migliore amica, la sarcastica Coco, interpretata da Milva Marigliano.
“Abbiamo affrontato prima della politica l’uomo e come il suo carattere e i suoi sentimenti si riverberino su decisioni etiche che deve prendere- spiega Sorrentino-. Chiunque abbia un potere così alto e un ruolo così importante deve avere dei dubbi. Senza andare nella deriva opposta, che era quella dell’immobilismo della Prima Repubblica, ma anche la risolutezza con cui si prendono adesso così rapidamente alcune decisioni politiche molto importanti non va bene. Il nostro presidente De Santis ha trovato una via media piuttosto efficace in questa sua frase ricorrente che è: ho bisogno di un ulteriore tempo di riflessione. Soprattutto quando si affrontano temi delicati come quelli del film”. E sull’eutanasia: “Non è il motivo per cui ho fatto questo film, ma sarei felice se riportasse l’attenzione su questo tema importante e enorme“. Dubbi lei ne ha? “Pochi dubbi sul set, anche perché lì c’è il contagiri dei soldi e non avrei potuto fare molti film. Molti dubbi invece sul cast e quando scrivo”. E sui dialoghi del film, scritti da lui stesso, precisa: “Scrivo i dialoghi allo stesso modo come quando ho cominciato a dirigere i miei film. Sono sempre stato un grande appassionato di diritto fin dall’ università, quindi mi è venuto facile scrivere le numerose scene nelle quali Toni e Anna si confrontavano sulla materia giuridica. Scrivere i dialoghi è un po’ come suonare a orecchio: o lo sai fare o non lo sai fare”.