In piazza contro il regime
Manifestanti iraniani intitolano una via a Trump e danno fuoco alle statue di Khamenei e Soleimani (video)
“Trump, un simbolo di pace. Non lasciare che ci uccidano”. È una delle scritte che si vedono sui cartelloni dei manifestanti iraniani, impegnati già da due settimane nelle piazze per boicottare il regime dittatoriale islamista. Anche la ricercatrice Holly Dagres del Washingotn institute ha testimoniato che “da quando Trump ha rilasciato dichiarazioni sulle proteste in Iran, ho visto numerosi video di manifestanti iraniani che lo ringraziavano o, in questo caso, che intitolavano le strade al presidente degli Stati Uniti”. Come si vede in uno dei video pubblicati online e diventati virali, un cittadino iraniano ha sostituito la targa di una via a Teheran con un’altra che portava il nome del presidente americano.
Nonostante la determinazione dei contestatori, fino a questo momento le forze di sicurezza iraniane hanno ucciso 34 persone impegnate nelle manifestazioni. Nel frattempo, il leader dell’opposizione iraniana in esilio, Reza Pahlavi, ha spiegato che i disordini degli ultimi giorni sono un’occasione storica per terminare il dominio dei fondamentalisti nel Paese. Non a caso, secondo le notizie recenti, l’ayatollah Khamenei sarebbe pronto ad espatriare in Russia per evitare di dover affrontare problemi legati a una rivolta più feroce.
I manifestanti iraniani dedicano una via a Donald Trump e danno fuoco alla statua di Khamenei
Ma la capitale iraniana non è l’unico posto in cui le persone hanno deciso di ribellarsi alla teocrazia e infatti molte persone hanno protestato anche a Tabriz, Qazvin, Kermanshah, Kerman, Shiraz, Falavarjan e Bandar Abbas. Il Gran Bazar di Teheran è stato teatro di violenti scontri, con la polizia che ha usato il gas lacrimogeno per provare a disperdere la folla. Gli agenti hanno persino preso d’assalto gli ospedali per arrestare i cittadini feriti e accusati di aver partecipato alle manifestazioni, in barba alle raccomandazioni sanitarie. A Qamayeh è stata distrutta una statua che raffigurava il generale delle forze Quds, Qassem Soleimani, ucciso in un raid americano nel 2020 durante la prima amministrazione Trump. Anche la statua di Khamenei è stata data alle fiamme, in un panorama di guerriglia urbana che sta tenendo il mondo con il fiato sospeso.