La Francia di oggi
Macron si crede in Top Gun, Brigitte entra in modalità dj e alza il volume. Si è stancata di sentirlo? (Video)
Monsieur le président ostenta posture da combattente globale tra volontarismo, tigri simboliche e mappe lontane; la première dame cambia frequenza e si rifugia a Disneyland Paris
No, non è intelligenza artificiale. È Emmanuel Macron con gli occhiali da aviatore, lenti azzurrate, posa da briefing pre-volo e tono da comandante che sta per salire su un caccia. All’Eliseo, mentre si discute del futuro istituzionale della Nuova Caledonia, il presidente appare come se avesse appena parcheggiato un F-18 nel cortile. «Vi prego di scusarmi per questi occhiali, che sono legati a un problema benigno», dice. Ma l’immagine corre più veloce della spiegazione. Macron sembra convinto di essere in Top Gun, versione Quinta Repubblica.
“L’occhio della tigre” di Macron
Seduto tra Gérard Larcher e Yaël Braun-Pivet, assicura che dovremo “subirlo così” ancora per un po’. E in effetti lo stiamo già subendo da tempo, ma non per le lenti blu. Il riferimento all’“occhio della tigre”, buttato lì con studiata nonchalance, completa la scena… che si tratti di Georges Clemenceau nella Prima guerra mondiale o di Rocky Balboa non è dato saperlo. «Per chi coglie il riferimento, è un segno di determinazione. È totale!». La determinazione, appunto. Quella che Macron ama mettere in mostra su ogni scacchiere disponibile, che sia l’Ucraina, l’Artico o qualunque mappa consenta una postura battagliera.
Il “volontarismo” come cifra personale
Il piccolo vaso dell’occhio che ha sanguinato è “assolutamente benigno”, rassicura il medico capo dell’Eliseo. Politicamente, però, l’irritazione sembra più profonda. Macron si dimena. Spinge. Incalza. Invoca iniziative, coalizioni, volontà. Il “volontarismo” – quello dei “volenterosi” sull’Ucraina che il presidente promuove con insistenza – diventa una cifra personale, quasi una postura fisica. Sempre in avanti, sempre pronto al decollo, anche quando la pista non è francese.
Groenlandia, precedenti e paure d’oltremare
E così eccolo evocare anche la Groenlandia, territorio che non compete alla Francia ma alla Danimarca e all’Unione europea, salvo diventare improvvisamente centrale nel discorso macroniano. Non per vocazione artica, ma per timore geopolitico. Se Donald Trump dovesse investire o acquistare quel territorio, il precedente sarebbe ingombrante. Perché nell’emisfero che Trump ha ribattezzato “giardino di casa”, secondo una dottrina ormai chiamata Donroe, la Francia possiede ancora territori d’oltremare. Ed è lì che Monsieur le président sente l’aria mancare.
Brigitte se ne frega e si dà al dj-set
E così mentre il marito gioca con i soldatini, la Première dame cambia frequenza. Brigitte Macron è infatti a Disneyland Paris per un’iniziativa benefica: cuffie immaginarie in testa, consolle davanti e volume a palla. Altro che Eliseo e geopolitica globale. Qui si balla. Con Didier Deschamps, si improvvisa DJ, mette Freed from Desire e sorride.
«Sono molto felice che siate tutti qui con noi», dice ai bambini. E sembra davvero esserlo. Solo attrazioni, selfie, musica. Una giornata “fuori dal tempo”, lontana dal rumore di fondo della geopolitica presidenziale. Brigitte Macron danza, letteralmente, mentre il marito arringa, metaforicamente, fronti che cambiano di settimana in settimana.
Il contrasto è calzante. Da una parte il presidente francese con l’occhio arrossato, lenti scure e fantasie da Napoleone. Dall’altra la première dame che, forse stanca di tanto “attivismo”, si dedica a un’altra forma di resistenza: alzare il volume.