Sentenza ambigua
La Consulta promuove la legge Salvini su chi guida sotto effetto di alcol o droga ma avverte: “Verificare il pericolo”
Per il giudice delle leggi a nuova formulazione consentirebbe di punire chiunque abbia assunto stupefacenti in qualsiasi momento
La legge Salvini che punisce chi è alla guida sotto effetto di alcol e droga è legittima dal punto di vista costituzionale ma la Consulta, con una sentenza ambigua, ha fornito alcune precisazioni che rischiano di vanificare l’intento della norma e cioè di evitare le tragedie della strada causate dall’uso di stupefacenti e bevande alcoliche.
Cosa dice la Consulta
La nuova formulazione dell’articolo 187 del codice della strada non è costituzionalmente illegittima, purché venga interpretata nel senso che possa essere punito solo chi si sia posto alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 10 del 2026, depositata oggi.
Secondo i giudici rimettenti (alla cui prospettazione hanno aderito l’Unione delle camere penali italiane e l’Associazione italiana dei professori di diritto penale, che hanno presentato opinioni come amici curiae), la nuova formulazione consentirebbe di punire chiunque abbia assunto stupefacenti in qualsiasi momento anteriore alla guida: in ipotesi, anche giorni, settimane o mesi prima. Essa pertanto produrrebbe risultati irragionevoli e sproporzionati, incriminando anche condotte del tutto inoffensive rispetto alla sicurezza della circolazione stradale; non consentirebbe di individuare con precisione l’area delle condotte punibili; e determinerebbe irragionevoli disparità di trattamento rispetto, tra l’altro, alla disciplina del reato di guida sotto l’influenza dell’alcol.
In altre parole, non sarà più necessario dimostrare che la sostanza stupefacente assunta abbia effettivamente alterato le capacità di guida del conduttore. Ma occorrerà comunque accertare la presenza nei suoi liquidi corporei di una quantità della sostanza che appaia idonea ad alterare queste capacità in un assuntore medio, così da creare pericolo per la circolazione stradale.
Il rischio di un intervento della giurisprudenza
A questo punto la sentenza della Consulta apre un varco nella giurisprudenza. E’ probabile che qualche tribunale e poi in seguito la Cassazione dicano che in determinati casi non c’era una sorta di pericolo imminente. Rischiando di vanificare il senso preventivo della legge.