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Kallas: Mosca rimarrà una delle principali minacce alla sicurezza a lungo termine

Europa tra presente e futuro

Kallas: Mosca rimarrà una delle principali minacce alla sicurezza a lungo termine

Secondo l'alta commissaria dell'Ue anche la Nato dovrebbe essere più europea. E sul fronte comune della difesa dice: Questo è il momento di dimostrare cosa possiamo fare. Preparatevi ad accettare la sfida

Politica - di Eva De Alessandri - 28 Gennaio 2026 alle 14:08

“E’ diventato dolorosamente chiaro che la Russia rimarrà una grave minaccia per la sicurezza a lungo termine”. A dirlo è stata l’alto commissario dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nel corso dell’intervento alla conferenza annuale dell’Agenzia europea per la difesa. “Mentre ci avviciniamo al quarto anno di guerra della Russia contro l’Ucraina, stiamo respingendo attacchi informatici, sabotaggi contro infrastrutture critiche, interferenze straniere e manipolazione delle informazioni, intimidazioni militari, minacce territoriali e ingerenze politiche”.

Cina rappresenta un rischio per nostro modello economico

Non solo Russia: “Anche la Cina” secondo la Kallas “rimane una sfida a lungo termine. Rappresenta un rischio per il nostro modello economico, minaccia i paesi del Mar cinese orientale e meridionale e sostiene la guerra della Russia contro l’Ucraina. A questo proposito, la Cina non è l’unica, come ha sottolineato il presidente Zelensky a Davos la scorsa settimana: la Russia può continuare a costruire armi e a finanziarle solo grazie alle importazioni di componenti essenziali e continue forniture di petrolio. Se vogliamo fermare la guerra, dobbiamo isolare la Russia da entrambi”, ha concluso.

Kallas, Nato sia più europea. Usa guardano oltre Ue

L’autorevole rappresentante per la Politica estera dell’Ue ha poi parlato della Nato e del futuro dell’alleanza atlantica, con un occhio all’attualità: “Siamo tutti ben consapevoli – ha ricordato – delle questioni politiche che hanno limitato la cooperazione ma, soprattutto ora che gli Stati Uniti stanno puntando all’estero e oltre l’Europa, la Nato deve diventare più europea per mantenere la sua forza e, per questo, l’Europa deve agire. Ad esempio, dobbiamo garantire che le nostre iniziative in materia di sicurezza e difesa rimangano complementari alla Nato. Per questo, la palla passa anche alla Nato”.

Più informazioni fornisce la Nato meglio potremo allinearci

Kallas ha spiegato che “se vogliamo utilizzare gli strumenti dell’Ue, come il nostro potere di bilancio e normativo, per sostenere e potenziare l’alleanza Atlantica, dobbiamo conoscere quali sono le sue esigenze e i suoi obiettivi. Più informazioni fornisce la Nato, meglio potremo allinearci. In questo contesto, i 23 paesi che sono membri di entrambe le organizzazioni hanno una responsabilità particolare e un interesse diretto a garantire la coerenza”. “In breve dobbiamo sincronizzare i nostri sforzi con quelli della Nato in modo da completarci a vicenda e dimostrare come il pilastro europeo aggiunga valore attraverso una maggiore condivisione degli oneri e una maggiore forza militare nel nostro continente”, ha continuato l’alta commissaria Ue.

Crescita Difesa lenta; fare di più per svolta

Nell’industria della Difesa europea Kallas ha detto che “stiamo assistendo a una lenta crescita. C’è una lunga lista di settori in cui stiamo già intervenendo, ma dove c’è urgente bisogno di fare di più per raggiungere una svolta“. Nel suo intervento Kaja Kallas ha ricordato che “dobbiamo prima di tutto colmare le nostre lacune, ma dobbiamo anche affrontare un altro compito enorme: sostenere l’Ucraina con 60 miliardi di euro di aiuti militari per il 2026 e il 2027 e garantire che l’Ucraina ottenga le capacita’ di cui ha bisogno, e in tempi rapidi. Per questo, l’industria europea deve semplicemente fornire i suoi servizi. Perchè altrimenti i fondi andranno all’estero, a quelle industrie che possono farlo”.

L’Europa dimostri cosa può fare

“Questo è il momento per l’Europa di dimostrare cosa può fare. Preparatevi ad accettare la sfida. Mi riferisco all’adozione della nostra base industriale di difesa per sostenere meglio la difesa dell’Europa con economie di scala di massa critica e una più profonda cooperazione transfrontaliera, alla sicurezza dell’approvvigionamento, alla cooperazione transfrontaliera, nonchè alla collaborazione tra le grandi imprese, da un lato, e le piccole e medie imprese, dall’altro. – spiega l’alto rappresentante – Mi riferisco anche a un maggiore senso di responsabilità tra gli attori industriali per la sicurezza e la difesa del nostro continente. C’è anche bisogno di più innovazione, imprenditorialità e finanziamenti privati. È compito dell’Ue preparare il terreno e creare le condizioni, ma è compito dell’industria fornire i risultati. Se vogliamo raggiungere quel punto di non ritorno, è fondamentale condividere più ampiamente i rischi e le responsabilità tra gli Stati membri, sia dal punto di vista politico che economico. Con il Rearm Europe e lo strumento Safe, abbiamo inviato un chiaro segnale di domanda, l’industria deve raccogliere questo invito. Ciò richiede anche il forte sostegno dell’Agenzia europea per la difesa, dello Stato maggiore dell’Ue e della Commissione europea. Insieme, dobbiamo contribuire ad aggregare la domanda e incoraggiare gli appalti congiunti, in modo che l’industria possa prevedere meglio come prendere decisioni di investimento”.

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di Eva De Alessandri - 28 Gennaio 2026