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Meloni sul Telegraph

Diplomazia meloniana

Il taglio dei dazi Usa sulla pasta italiana? Il Telegraph non ha dubbi: una nuova «vittoria di Giorgia Meloni»

Dopo il titolo di «leader globale per il 2025» che le è stato assegnato dai lettori, il giornale britannico torna a celebrare i successi della premier italiana, riconoscendole anche il ruolo di ponte tra l'Ue e gli Usa

Politica - di Federica Parbuoni - 2 Gennaio 2026 alle 20:37

Per il Telegraph non ci sono dubbi: il taglio dei dazi Usa sulla pasta è una «vittoria di Giorgia Meloni». Il giornale britannico torna a occuparsi a stretto giro dei successi della premier italiana, dopo il titolo di «leader globale per il 2025» che le è stato assegnato dai lettori della testata.

Anche il Telegraph riconosce la «vittoria di Meloni» su dazi

L’articolo, dal titolo «Trump taglia i dazi sulla pasta italiana: vittoria per Meloni», non si limita a riconoscere l’indubbio successo della strategia della premier sullo specifico dossier, ma allarga lo sguardo alla capacità che ha avuto di tenere salda la barra nei rapporti transatlantici, riuscendo a coniugare l’interesse nazionale con la prospettiva europea.

Il Telegraph definisce Meloni la «suggeritrice di Trump in Europa» ed elogia gli sforzi della presidente del Consiglio dopo mesi di pressioni diplomatiche volte a convincere l’amministrazione americana a rivedere misure che avrebbero messo a rischio esportazioni per centinaia di milioni di euro.

La linea del dialogo e il pressing diplomatico

Il giornale ricorda che, al momento dell’annuncio dei dazi lo scorso settembre, le tariffe erano state considerate «imbarazzanti» per Meloni, alla quale veniva però riconosciuta la capacità di ottenere concessioni dal presidente statunitense, e che Donald Trump l’ha definita in più occasioni una «donna fantastica» che ha «davvero conquistato l’Europa». Meloni non aveva mai nascosto di considerare i dazi «assolutamente sbagliati», ma ha adottato una strategia di dialogo e confronto che ha tenuto a bada anche le spinte di chi, tanto in Europa quanto in Italia, premeva per lo scontro aperto, fino a ipotizzare una frattura sul piano diplomatico. Alla fine, anche in questo caso, i fatti hanno dimostrato che aveva ragione lei.

 

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di Federica Parbuoni - 2 Gennaio 2026