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I dati di Unimpresa: cresce il risparmio delle famiglie

Segnale di fiducia

Il risparmio delle famiglie cresce di oltre 266 miliardi. Unimpresa: «Risultato favorito dalla stabilità politica»

Il presidente Longobardi: «La continuità dell’azione di governo e una gestione responsabile dei conti pubblici hanno creato le condizioni per cui il risparmio non si è ritratto, ma ha continuato a crescere»

Economia - di Redazione - 7 Gennaio 2026 alle 10:34

Non solo i mercati, anche nelle famiglie cresce la fiducia nell’Italia. È ciò che emerge dall’analisi dati della ricchezza finanziaria degli italiani, che nel 2025 è cresciuta del 4,5%, passando da 5.881,6 a 6.148,2 miliardi. In termini assoluti, una crescita complessiva di 266,6 miliardi di euro. «Un incremento rilevante, rispetto al 2024, che si accompagna a una profonda ricomposizione dei portafogli, segnata da una graduale riduzione della liquidità improduttiva e da un rafforzamento degli investimenti finanziari più dinamici», si  legge nel report del Centro studi di Unimpresa, che scatta la fotografia.

Cresce il risparmio delle famiglie: oltre 266 miliardi in più

«I numeri sui risparmi delle famiglie italiane raccontano una verità che troppo spesso viene sottovalutata: l’economia del nostro Paese è più forte, resiliente e sorprendente di quanto non emerga dal dibattito quotidiano», ha commentato il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, chiarendo che «un aumento di oltre 266 miliardi della ricchezza finanziaria in un solo anno non è un fatto episodico, ma il segno di una solidità profonda, costruita nel tempo, che resiste alle incertezze internazionali e alle tensioni cicliche. Questa grande massa di risparmio rappresenta però anche una responsabilità collettiva».

Longobardi: «Un risultato favorito dalla stabilità politica»

Longobardi ha spiegato che una quota crescente di capitali «si sta orientando verso strumenti finanziari più dinamici: è un segnale positivo, che va accompagnato da politiche capaci di canalizzare una parte di queste risorse verso la crescita delle imprese, in particolare delle piccole e medie, che sono il motore dell’occupazione. Investire nelle imprese significa creare lavoro stabile, innovazione, competitività e, in ultima analisi, rafforzare il tessuto sociale del Paese». «Questo risultato – ha chiarito – è favorito anche da un quadro di stabilità politica che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare la fiducia di famiglie e operatori economici. La continuità dell’azione di governo e una gestione responsabile dei conti pubblici hanno creato le condizioni per cui il risparmio non si è ritratto, ma ha continuato a crescere. È su questa base di fiducia che occorre ora costruire la prossima fase: meno incertezza, più investimenti produttivi, più crescita reale».

Da cosa è fatto il risparmio delle famiglie italiane

Più nel dettaglio, il risparmio delle famiglie italiane è oggi costituito da più titoli e meno depositi, anche se i conti correnti restano la singola voce più consistente del risparmio, crescendo da 1.112,4 miliardi nel 2024 a 1.140,9 miliardi nel 2025, con un aumento di 28,5 miliardi (+2,6%). Tuttavia, la loro incidenza sul totale scende leggermente dal 18,9% al 18,6%, segnalando che la liquidità continua ad aumentare in valore assoluto, ma perde centralità nella composizione complessiva della ricchezza. In calo risultano invece i depositi, che diminuiscono da 444,4 a 432,5 miliardi, con una riduzione di 11,9 miliardi (-2,7%) e una contrazione del peso dal 7,6% al 7,0%.

Aumentano i titoli a medio e lungo termine

L’andamento conferma il progressivo disimpegno delle famiglie dagli strumenti a più bassa remunerazione. Sul fronte dei titoli emerge una netta differenziazione: i titoli a breve termine scendono da 36,0 a 32,3 miliardi, perdendo 3,7 miliardi (-10,3%), mentre i titoli a medio e lungo termine aumentano da 454,7 a 472,5 miliardi, con una crescita di 17,8 miliardi (+3,9%) e una quota stabile al 7,7%. La scelta sembra orientata verso strumenti con orizzonti temporali più lunghi e maggiore stabilità. Il dato più significativo riguarda la componente più esposta ai mercati finanziari. Le azioni e altre partecipazioni crescono in modo marcato da 1.745,9 a 1.875,5 miliardi, con un incremento di 129,6 miliardi (+7,4%), portando il loro peso dal 29,7% al 30,5% del totale.

Azioni e fondi sono la parte più dinamica della crescita del risparmio

Anche le quote di fondi comuni registrano un forte aumento, passando da 794,2 a 857,7 miliardi, pari a +63,5 miliardi (+8,0%), con un’incidenza che sale dal 13,5% al 14,0%. Nel complesso, azioni e fondi rappresentano la parte più dinamica della crescita del risparmio nel 2025. Prosegue inoltre l’espansione delle riserve assicurative, che aumentano da 1.090,3 a 1.137,9 miliardi, con un incremento di 47,7 miliardi (+4,4%), mantenendo invariata la quota al 18,5% e confermando il ruolo strutturale della previdenza e degli strumenti di protezione. In aumento anche i derivati e stock option, che passano da 9,9 a 11,2 miliardi, con una crescita di 1,2 miliardi (+12,4%), pur restando una componente marginale del portafoglio. I dati si riferiscono al primo semestre del 2024 e al primo semestre del 2025.

 

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di Redazione - 7 Gennaio 2026