CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Dolores Bevilacqua, Sigfrido Ranucci, Tommaso Cerno

La "loro" libertà di stampa

Il M5S all’attacco di Cerno: ha “osato” fare un’inchiesta su Report. La replica: «Per fortuna qui non c’è TeleMaduro»

La senatrice Bevilacqua si aggrappa a un pretesto per scagliarsi contro il direttore del Giornale. Solidarietà del centrodestra che ricorda: «La libertà d'espressione va difesa sempre»

Politica - di Agnese Russo - 5 Gennaio 2026 alle 17:37

La sinistra della libertà di stampa a senso unico torna a farsi sentire, stavolta per bocca della senatrice M5S e membro della Commissione di Vigilanza Dolores Bevilacqua e contro Tommaso Cerno. La colpa imputata dall’esponente pentastellata al direttore del Giornale è quella di aver dato rilievo all’opaca vicenda dell’intreccio che vede al centro il commercialista Gian Gaetano Bellavia, consulente tanto di alcune procure quanto di Report, accendendo i riflettori sulla scivolosità di questa situazione in odor di dossieraggio che coinvolge una trasmissione del servizio pubblico. Incredibilmente, però, per Bevilacqua il problema non è questo, ma il fatto che Cerno ne parli sul quotidiano che dirige, avendo anche uno spazio in Rai.

Il pretestuoso attacco di Dolores Bevilacqua a Tommaso Cerno

«È normale che un giornalista che lavora in Rai, anche se da esterno, utilizzi il giornale che dirige per attaccare e delegittimare un collega dal servizio pubblico? È accettabile che Tommaso Cerno conduca una campagna contro Sigfrido Ranucci usando il proprio ruolo editoriale come arma? È questo il contributo che Tommaso Cerno dà alla Rai?», è stato l’attacco di Bevilacqua, secondo la quale «colpire Ranucci significa colpire Report e quindi la stessa Rai». «È davvero compatibile con il codice deontologico usare una testata per screditare un collega che opera nello stesso servizio pubblico? La domanda è semplice: questo comportamento è consentito oppure no? Perché se lo è, allora smettiamo di parlare di etica, conflitto di interessi e responsabilità verso i cittadini che finanziano la Rai», ha sostenuto la senatrice M5S.

Cerno replica al M5S: «In Italia fortunatamente non c’è TeleMaduro»

«Quella di “abbiamo riuscito”, Dolores Bevilacqua del M5S, viene mandata avanti per rimettere il bavaglio al Giornale e attacca me perché  avrei fatto una campagna contro Ranucci, che ha fatto intere conferenze stampa contro di me e contro il mio giornale su cose inesistenti, ma è liberissimo di farle, perché in questo Paese fortunatamente non c’è TeleMaduro e c’è la libertà di espressione», è stata la replica di Cerno affidata a un video pubblicato sul sito della testata, in cui ha ricordato anche uno scivolone grammaticale di cui fu protagonista l’esponente pentastellata. «Che cosa ha fatto Il Giornale? Ha pubblicato in esclusiva – ricostruisce Cerno nel video – l’elenco dei nomi di magistrati, politici, imprenditori, magnati italiani che sono stati dossierati da un consulente di Report (Gian Gaetano Bellavia, ndr), quindi che cosa mi aspetto io? Non che mi venga chiesta la censura al mio giornale, la censura al mio pensiero, perché la Rai, cara Dolores Bevilacqua, “abbiamo riuscito” di aver capito che è degli italiani». Quello che si aspetta Cerno è invece che Giuseppe Conte «dica che il bavaglio non si può mettere, perché qui sembra che la libertà di stampa, quando riguarda la sinistra, si va in piazza a manifestare a favore, quando riguarda qualcuno che sta antipatico, si va in piazza a manifestare contro».

La solidarietà del centrodestra: «La libertà d’espressione va difesa sempre»

Tutto il centrodestra ha manifestato solidarietà a cerno: dai capigruppo di FdI alla Camera e al Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, che hanno anche ricordato che la difesa della libertà d’espressione non può essere legata alle logiche di parte, al capogruppo azzurro al Senato, Maurizio Gasparri, che ha parlato di «una coraggiosa campagna contro le bugie di Ranucci e di Report» da parte del Giornale. Per la Lega poi è intervenuto direttamente Matteo Salvini: «Solidarietà a Tommaso Cerno, coraggioso direttore del Giornale, attaccato dal Movimento 5 Stelle per gli articoli su dossieraggi abusivi e consulenti di Report. La libertà di stampa va difesa sempre, anche se non piace alla sinistra accecata dall’odio».

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di Agnese Russo - 5 Gennaio 2026