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Giustizia, nuovi testimonial per il “no”: ecco Gad Lerner che trasforma il referendum Costituzionale in “oppositivo”

Lessico inventato

Giustizia, nuovi testimonial per il “no”: ecco Gad Lerner che trasforma il referendum Costituzionale in “oppositivo”

Il giornalista si schiera contro la riforma del governo Meloni e reinventa le parole previste dalla Costituzione per le consultazioni popolari. A voler pensar bene confonde l'articolo 138 della Carta con l'art.75

Il commento - di Giovanna Ianniello - 12 Gennaio 2026 alle 15:04

Con il passare del tempo la campagna referendaria sulla riforma della giustizia, varata dal Governo Meloni e dal Ministro Nordio, vede schierarsi nuovi protagonisti. Sia il fronte del “sì” che il fronte del “no” si arricchiscono ogni giorno di persone più o meno note, autorevoli e competenti che invitano i cittadini a votare per la conferma o per la bocciatura della riforma. A sostenere le ragioni del sì sono scesi in campo nelle ultime ore la compagna di Enzo Tortora, Francesca Scopelliti e l’ex procuratore antimafia di Torino, Antonio Rinaudo. A dire no, invece, esponenti dell’intellighenzia che alberga nel mondo dell’informazione.

Gad Lerner sostiene il “no”

E tra questi non poteva certo mancare Gad Lerner, ex direttore del tg1 durante il primo governo guidato da Giuliano Amato (la cui direzione è passata sostanzialmente alla storia per essere stata una delle più brevi del telegiornale principe del servizio pubblico). Ma la giustizia è certamente un tema rispetto al quale Gad Lerner può dire la sua, visto che nel suo passato c’è un altro originale precedente: essere stato denunciato per diffamazione dal padre dopo l’uscita del suo libro. Denuncia poi archiviata dal tribunale di Milano a seguito della disposizione del pm (in nome della tutela della libertà di espressione).

Inventato il referendum “oppositivo”

Gad Lerner, ha scritto sui suoi canali social il suo ‘no’ spiegando ai cittadini che “aderire alla raccolta di firme per il referendum oppositivo alla riforma costituzionale della magistratura è facile” ecc. ecc. ecc. Nessun errore di lettura: ha scritto proprio “referendum oppositivo”. Una nuova forma di consultazione popolare, dunque, è stata introdotta dal giornalista e da altri esponenti del fronte del no, come la calciatrice e eurodeputata grillina Carolina Morace o l’associazione di giornalisti art.21, che evidentemente conoscono l’articolo 21 della Costituzione italiana e non l’art. 75, l’art 138 e l’art. 132 che normano i referendum. A voler proprio cercare una spiegazione al termine “oppositivo” si potrebbe provare a ipotizzare che forse Lerner e company abbiano confuso il referendum abrogativo (e dunque oppositivo a trovar sinonimi assonanti) regolato dall’art. 75, con quello Costituzionale e confermativo previsto invece dall’art. 138. Articolo 138 che regola il referendum sulla giustizia in questione.

Parola “opposizione” usata più di quanto i puffi dicano “puffare”

In ogni caso la voglia di utilizzare la parola “opposizione” quando si parla di provvedimenti varati dal centrodestra appare talmente forte in alcuni, da essere quasi equivalente al termine “puffare” usato dai personaggi blu inventati dal fumettista belga Peyo. Come ci si poteva aspettare, l’inciso non è passato inosservato sul web, scatenando i commenti e l’ilarità di tanti e la reazione di Fratelli d’Italia che sulle sue pagine ufficiali ha risposto con un secco: “Questa dice tutto sulle loro argomentazioni. Prima di contestare, andate a studiare”.

Al di là delle battute però quello che è certo è che la campagna referendaria è ormai entrata nel vivo senza risparmiare colpi. E che ciascuno dei due fronti, alla fine, ha i testimonial che si merita….

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di Giovanna Ianniello - 12 Gennaio 2026