Mistero e inquietudine
Giallo a Verona, 14enne svanito nel nulla: Diego non risponde al telefono ma “appare” su TikTok. Insidie social e speranze nelle indagini
Del giovane poche tracce ma un "battito digitale" che sfida il silenzio con la famiglia e riaccende le aspettative. Intanto le ricerche degli inquirenti si concentrano su Milano
Diego Baroni, il 14enne di Verona scomparso da quattro giorni dopo essere uscito per andare a scuola, risulta irreperibile al telefono, ma “attivo” sui social. Ossia: mentre il cellulare resta spento, su TikTok sono apparsi contenuti recenti che alimentano il mistero sulla sua fuga, con le ricerche che si concentrano ora nell’area di Milano.
Il giallo del 14enne scomparso da Verona: l’ombra dei social sul destino di Diego
E intanto, c’è un’Italia che osserva con il fiato sospeso, tra l’ansia di una famiglia distrutta e il rumore bianco di un mondo digitale che, a volte, sembra inghiottire i nostri ragazzi. Da lunedì 12 gennaio, a Pozzo di San Giovanni Lupatoto, nel Veronese, il tempo è scandito dal silenzio di una sedia vuota. Diego Baroni, 14 anni, è svanito nel nulla dopo essere uscito di casa alle 6.45 per andare a scuola. Ma all’istituto professionale “Giorgi” non è mai arrivato. Da quel momento, inizia un giallo che attraversa la Pianura Padana e approda nel caos della metropoli milanese, dove le tracce si fanno labili e inquietanti.
L’ultimo avvistamento: la stazione come porta del buio
Diego è un ragazzo alto un metro e ottanta, un atleta dei Sangio Wolves di basket, un volto pulito del 2011. Al momento della scomparsa indossava un giubbotto blu con cappuccio, un berretto scuro, e uno zaino nero. Un identikit che molti viaggiatori potrebbero aver incrociato alla stazione di Verona Porta Nuova. Proprio lì, una sua ex compagna delle medie lo avrebbe visto e avvicinato. Poche parole, ma pesanti come macigni: «Vado a Milano a trovare degli amici». Amici di cui la famiglia non ha mai sentito parlare… Fantasmi di una vita parallela che forse ha trovato linfa nei meandri della rete…
La conferma che non si sia trattato di un semplice diversivo è arrivata dalla tecnologia: il segnale del suo cellulare è stato agganciato da una cella della rete milanese. Poi, il silenzio. Il telefono risulta spento da lunedì mattina, ma è qui che la vicenda assume contorni moderni e angoscianti.
Verona, 14enne scomparso: il mistero di TikTok e dei social che continuano a parlare nel silenzio
Così, mentre le ricerche della Prefettura di Verona si estendono a livello nazionale e i Carabinieri setacciano ogni possibile traccia, il profilo TikTok di Diego e dei suoi contatti diventa un campo di indagine. Nelle ultime ore, infatti, sono comparsi nuovi contenuti sulla piattaforma. Come è possibile se il telefono è spento? Le ipotesi sono diverse: l’uso di un computer. L’accesso tramite un altro dispositivo. O un caricamento programmato. Resta il fatto che questo “battito” digitale, in assenza di una voce o di un messaggio diretto alla madre Sara, alimenta un sospetto atroce: che il ragazzo sia in una condizione di isolamento volontario. O, peggio ancora, condizionato da terzi.
In un’epoca in cui i giovani vivono in una simbiosi costante con lo smartphone, il fatto che un quattordicenne non risponda ai richiami disperati dei genitori ma risulti “attivo” sulle piattaforme social è un paradosso che interroga la nostra società. È la dimostrazione di come la vita virtuale possa diventare un rifugio. O una trappola, capace di oscurare la realtà fisica e i legami primari.
Mobilitazione e speranza: c’è tutta un’Italia che non si arrende
Intanto però, la solidarietà ai familiari di Diego, non si è fatta attendere. Una intera comunità – quella di San Giovanni Lupatoto – si è stretta attorno alla famiglia. Manifestazioni di vicinanza e affetto che non arrivano solo dai compagni di squadra della pallacanestro o dalle autorità locali. Ma da migliaia di cittadini che hanno condiviso l’appello sui social. È l’Italia migliore, quella che non si volta dall’altra parte quando un minore è in pericolo. Il Comune ha chiesto massima collaborazione: ogni dettaglio, ogni avvistamento nelle zone di Milano — magari nei pressi delle stazioni o dei luoghi di aggregazione giovanile — può essere decisivo.
