Basta zone franche
Funzionario aggredito a Termini, FdI: “Ora bonifica dell’Esquilino e tolleranza zero”. Davano la caccia al bianco?
Il pestaggio nei pressi della Stazione Termini del funzionario del ministero delle Imprese, che è ancora in terapia intensiva, e del rider, per fortuna in buone condizioni, riaccende i riflettori sulle condizioni di totale insicurezza dello scalo più grande d’Italia del rione Esquilino. Da anni zona franca, palcoscenico quotidiano di violenze, borseggi e criminalità. Quasi sempre legate a bande di immigrati irregolari. Una situazione, quello della scalo principale della Capitale, sulla quale il Viminale è intervenuto da tempo con segnalazioni e aumento di controlli. Ma non ancora sufficienti a bonificare l’area della stazione più importante d’Italia, pessimo biglietto da visita per i turisti e inferno per residenti e commercianti.
Allarme Termini, da zona franca a zona rossa. Parla il questore
Il questore di Roma, Roberto Massucci, dai microfoni del Tgr Lazio, assicura che la zona è iper-vigilata e la risposta delle forze dell’ordine è stata ‘potente’. Ma contemporaneamente ammette che il contesto “impone una riflessione”. A partire dal dato che le persone arrestate “sono tutte conosciute”. La postura del governo è cambiata rispetto al passato. La richiesta di sicurezza che sale dai cittadini e dai commercianti della zona è ascoltata dalle istituzioni, che – dice il questore – devono dare risposte perché “la sicurezza è fatta di azioni”. Per questo “si sta sviluppando un meccanismo di collaborazione tra cittadini, commercianti e forze dell’ordine”, dice. Quello su cui bisogna lavorare è insistere è la “certezza delle conseguenze” per chi delinque. Certezza della pena anche come deterrenza.
Spunta la pista dei nordafricani contro i bianchi
Dietro le aggressioni ci sarebbe, anche se il questore nega il fenomeno dei maranza, una gang organizzata che ha nel mirino gli occidentali. Per ora è solo un’ipotesi ma la polizia, che sta lavorando sulle immagini dei filmati, non esclude la pista di una rete di criminali nordafricani, in parte con precedenti penali, che si muove organizzata senza apparenti motivi, spinta dalla voglia di controllo del territorio e da una sorta di odio verso i bianchi.
Rampelli: ora bonifica della stazione e tolleranza zero
Sulle terribili aggressioni della notte del 10 gennaio è sceso in campo anche Fabio Rampelli. “La linea di confine superata ci costringe a chiedere la bonifica della Stazione Termini. Inghiottito in una specie di buco nero di violenza, degrado, criminalità organizzata, lo scalo più importante d’Italia dev’essere completamente bonificato e controllato a vista e a tappeto”, dice il vicepresidente della Camera. “Va estesa la vigilanza alle aree limitrofe che rischiano la desertificazione commerciale a causa delle condizioni generali della zona. Le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro eccezionale e vanno ringraziate all’infinito, ma serve ora un cambio di passo. Le segnalazioni e l’aumento dei controlli, gli sforzi fatti non sono sufficienti”, insiste il deputato di FdI.
Dobbiamo liberare dalla delinquenza la stazione e tutto l’Esquilino
“Dobbiamo liberare dalla delinquenza e dall’illegalità la stazione Termini e tutto l’Esquilino. Per dare un segnale chiaro di tolleranza zero cui debba adeguarsi anche il Campidoglio che troppo spesso sembra ostaggio di chi orbita nei circuiti opachi dell’immigrazione irregolare. E di chi la strumentalizza traendone benefici per poi scaricare sui cittadini e sulle forze dell’ordine gli effetti negativi”. Intanto si allarga il cerchio delle indagini. Dopo i primi due arresti, giovanissimi stranieri che da tempo gravitano intorno alla stazione Termini, la polizia ha infatti rintracciato e fermato altri due aggressori, entrambi tunisini. Il primo, 20 anni, ha precedenti per furto, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, rapina e lesioni personali. Il secondo, 21 anni, ha precedenti per rapina. All’appello mancherebbe ancora un altro ragazzo straniero.