Convegno a Palazzo Madama
FdI analizza il rapporto tra democrazia e IA: la libertà è l’antidoto alla diffusione di fake news
L'evento è stato organizzato dalla parlamentare Maria Nocco e ha visto la partecipazione del presidente dei senatori di Fratelli d'Italia, Lucio Malan. Punto di partenza della riflessione: come governare le sfide di oggi
Un convegno per analizzare il rapporto tra democrazia e sviluppo dell’intelligenza artificiale. Di questo si è parlato in un convegno organizzato da Fratelli d’Italia in Senato. ‘Un’epoca, la nostra, caratterizzata da un forte cambiamento e che impone la responsabilità di saper guidare e governare le sfide cui l’attualità ci mette di fronte’ è stato il punto di partenza del dibattito.
Malan: impianto legislativo limitato su ia
Per il presidente del gruppo dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan «oggi abbiamo un impianto legislativamente limitato sull’intelligenza artificiale, mentre sappiamo che è ampio l’uso che ormai se ne fa nella comunicazione, non solo politica. Negli scorsi decenni è stato l’avvento della televisione a cambiare il mondo della comunicazione, oggi ci troviamo a vivere cambiamenti rivoluzionari con l’avvento del digitale e con i rischi che derivano dal deep fake che incombe sulle nostre vite» Malan è raccontato il suo punto di vista, spiegando che a suo modo di vedere «l’antidoto alla diffusione delle fake news è la libertà» perché «la libertà si associa al concetto di democrazia contro il controllo esercitato da regimi autoritari di cui possiamo constatare diversi esempi. Servono dunque regole e misure appropriate per far fronte alle nuove sfide che l’avvento dell’intelligenza artificiale ci impone» ha sottolineato.
Nocco: unire consapevolezza e responsabilità politica
E secondo la senatrice di Fratelli d’Italia, Maria Nocco, promotrice dell’iniziativa a Palazzo Madama, «il lavoro del professor Mathias Risse, di cui parliamo in questo incontro, è un testo che non parla solo agli accademici, ma a tutti noi che oggi abbiamo la responsabilità di governare una transizione storica. Il professor Risse, infatti, ci ricorda una verità scomoda: la tecnologia non è mai neutrale. E in un’epoca in cui il potere non si esercita solo nei luoghi della politica, ma sempre più spesso anche nei luoghi della tecnologia, La domanda che dobbiamo porci è: chi decide? Con quali regole e con quale legittimità? Di sicuro abbiamo ancora molta strada da fare, ma abbiamo anche una grande occasione: aprire un dibattito serio, laico, condiviso, che sappia unire la consapevolezza culturale alla responsabilità politica».
Di Maggio: dall’ia derivano benefici e rischi
Presente anche la giovane deputata di FdI, Grazia Di Maggio che ha ricordato che «l’intelligenza artificiale fa parte della comunicazione politica ed arriva da lontano. È un qualcosa che la sta modificando rispetto a quello che noi invece affrontiamo tutti i giorni ancora in maniera tradizionale» Per Di Maggio «come tutti i cambiamenti ovviamente» anche l’IA «porta dei progressi in senso positivo e anche in chiave negativa. L’intelligenza artificiale connessa alla politica può portare dei benefici anche in determinati ambiti, come quello della sanità, dell’amministrazione pubblica, in quegli ambiti che possono servire proprio per facilitare le scelte e la vita dei cittadini quotidianamente. Allo stesso tempo però porta ovviamente dei rischi, se non modulata secondo delle regole ovviamente ben precise, secondo una responsabilità chiara. La politica al centro, l’uomo che utilizza l’intelligenza artificiale a suo beneficio e non il contrario» ha concluso.