Quei file del commercialista
Dossieraggi, Bellavia si contraddice, l’affare Report s’ingrossa: Gasparri invia un esposto alla procura di Milano
Passa al contrattacco Valentina Varisco, l’ex collaboratrice di Bellavia accusata di aver copiato su hard disk esterni “oltre un milione di file” archiviati nel sistema “cartelle condivise” dello studio del commercialista e consulente di pm e giudici e della trasmissione Report e di aver violato la corrispondenza di Fulvia Ferradini, socia di studio di Bellavia.
Il doppio ruolo del commercialista Bellavia: cosa non torna
Bellavia e Ferradini, assistiti dall’avvocato Luca Ricci, sono parti offese nel procedimento a carico di Varisco, difesa dal legale Andrea Puccio. Il caso Bellavia-Varisco ha sollevato polemiche politiche nelle ultime settimane. Tra l’altro, il Garante per la Privacy ha avviato un’istruttoria a carico del commercialista e Forza Italia ha presentato un’interrogazione ai ministri Carlo Nordio ed Adolfo Urso con al centro il doppio ruolo di Bellavia, anche consulente di Report, e quei file da lui definiti “ad altissima sensibilità”. Ed è stato evocato un nuovo caso di dossieraggio e spionaggio. Non è escluso che sul punto arrivino denunce ai pm.
Intanto, il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia e di Vigilanza Rai, ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano “perché si decida ad aprire una vera e propria inchiesta riguardante Bellavia ed i numerosi materiali, che poi sarebbero stati prelevati da tale dottoressa Varisco, un tempo collaboratrice del suo studio”.
“Del resto – prosegue il presidente dei senatori di Forza Italia – che l’indagine sia indispensabile lo dimostrano le parole dell’avvocato Andrea Puccio, legale della collaboratrice di Giangaetano Bellavia, perché rilevano il fatto che Bellavia si sia clamorosamente contraddetto. In un’intervista rilasciata a ‘Il Fatto Quotidiano’, il 3 gennaio 2026, mise in dubbio l’esistenza di questo documento di 36 pagine, che costituisce un’ammissione di gravissime colpe e il giornale, sempre generoso nei confronti di Bellavia, ha accettato questa sua versione. Però poi cinque giorni dopo, in data 8 gennaio, i difensori di Bellavia hanno dovuto, di fronte all’evidenziati dei fatti, cambiare versione, riconoscendo che questo documento era da attribuire allo stesso Bellavia. In quel documento si elencavano i giudici con cui Bellavia ha collaborato, avendo quindi evidentemente ricevuto da loro ampia documentazione e dall’altro lato un elenco di persone di cui Bellavia si è occupato, molte delle quali mai indagate e quindi evidentemente vittima, questo ipotizzo, di un autentico dossieraggio privo di qualsiasi giustificazione”.
“Pertanto – continua la Procura di Milano deve indagare su questo scandalo gravissimo che investe Bellavia, ma anche la trasmissione Report e la Rai stessa che ha consentito a questa persona di collaborare con un programma del servizio pubblico, dando luogo evidentemente a un’ipotesi di concorso in una condotta che difficilmente potrebbe apparire lecita. Ci auguriamo che la Procura di Milano indaghi senza remore e senza esitazioni. Noi – conclude Gasparri – in ogni caso lo faremo negli organismi parlamentari a ciò preposti”.
Un fascicolo parallelo sul papello di 36 pagine
La Procura di Milano sta anche valutando di aprire un fascicolo ‘parallelo’ per indagare sulla vicenda di quel ‘papello‘ di 36 pagine, con un elenco di imprenditori e politici, finito negli atti del procedimento a carico di Varisco. Un documento saltato fuori dal fascicolo, ma senza timbri di deposito né indicazioni sull’autore. Bellavia, con una nota del suo legale, aveva voluto chiarire che tra i file copiati e sottratti, comunque, non ci sono “dossier né alcun materiale improprio, che esuli dall’attività professionale svolta negli anni”, ossia le sue consulenze per i magistrati e gli allegati. L’avvocato Puccio, legale di Varisco, aveva spiegato che “non appena ci siamo avveduti della più che anomala presenza” nel fascicolo “di tale documento agli atti del procedimento, questa difesa si è immediatamente attivata per chiedere delucidazioni al pubblico ministero”.