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Diritto alla casa, altro che occupazioni stile-Salis. Nel piano-Meloni centomila appartamenti a prezzi popolari

L'edilizia pubblica

Diritto alla casa, altro che occupazioni stile-Salis. Nel piano-Meloni centomila appartamenti a prezzi popolari

Economia - di Lucio Meo - 10 Gennaio 2026 alle 14:29

C’è chi occupa, sapore di Salis, e chi costruisce, idea Meloni. Nel 2026 la casa terrà banco nel dibattito politico, dopo le fibrillazioni tra sinistra e destra originate, nei mesi scorsi, dalle rivendicazioni della pasionaria delle occupazioni, Ilaria Salis, secondo la quale le abitazioni private, più che comprate o costruite, vanno messe a disposizione delle fasce più popolari anche a costo di sottrarle ai legittimi proprietari, anche a costo di occuparle. Ieri è arrivata l’annuncio della premier Meloni che punta invece sull’edilizia popolare, con un piano casa da 100 mila nuovi alloggi a prezzi calmierati da destinare alle famiglie in difficoltà.

Il piano si basa su risorse come i 660 milioni già allocati (tra cui 100 milioni dalla finanziaria 2024 e 560 milioni dalla legge di bilancio 2025: 150 milioni nel 2028, 180 nel 2029, 230 nel 2030). L’emendamento Lega aggiunge 877 milioni distribuiti così: 122,41 milioni nel 2026, 116,15 nel 2027, 228,36 nel 2028, 180 nel 2029 e 230 nel 2030, finanziati in parte dal Fondo sociale per il clima e fondi europei. Stime indipendenti indicano che per 50.000 alloggi servirebbero circa 12,5 miliardi di euro, meno del Ponte sullo Stretto.

Il piano-Meloni per la casa

Dopo le anticipazioni del Meeting di Rimini, ieri i dettagli, di cui hanno scritto molto anche i giornali economici, a iniziare dal Sole24Ore. “Si procederà con l’approvazione di un Decreto della presidenza del consiglio dei ministri (un Dpcm) che conterrà le coordinate del piano. Alcune indicazioni sono già nella Legge di Bilancio. E le parti sociali saranno convocate nelle prossime settimane per la discussione delle bozze. Il piano parte dal recupero e dalla realizzazione di alloggi da destinare al rent to buy. Ovvero la locazione a canone agevolato con successivo acquisto dell’immobile. Pensato per giovani, giovani coppie e genitori separati. Insieme andrà avanti il piano di realizzazione e/o di adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale. Sempre destinate a persone anziane, ma associate anche a contratti di permuta immobiliare”. La novità è proprio una sorta di leasing immobiliare, la possibilità di scambiare case grandi e inadeguate con immobili più piccoli. 100 mila immobili a cui saranno affiancate le case popolari vere e proprie. Che invece saranno dedicate alle fasce di popolazione più indigenti.

La soddisfazione di Confedilizia e Assocasa

Al momento si parla di una prima fase da 100mila case, in attesa ci sarebbero 250 mila famiglie. “Riteniamo importante in particolare l’impegno sulle case popolari, considerando che ve ne sono proprio centomila circa potenzialmente utilizzabili ma vuote perché bisognose di manutenzioni oppure abusivamente occupate” dice il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa.

“L’Assocasa accoglie con favore e attenzione le dichiarazioni rilasciate questa mattina dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato che il Governo nazionale si appresta a licenziare il tanto atteso Piano Casa”, dice una nota, il segretario nazionale dell’Assocasa, sindacato degli inquilini della UGL, Gaetano Vassallo. “Si tratta – prosegue – di un segnale importante, atteso da tempo, in un contesto in cui l’emergenza abitativa continua a colpire fasce sempre più ampie della popolazione e soprattutto famiglie a basso e medio reddito, giovani, lavoratori precari, anziani e studenti. Un Piano Casa nazionale può rappresentare uno strumento decisivo per aumentare l’offerta di alloggi accessibili, calmierare i canoni, riqualificare il patrimonio abitativo pubblico e dare risposte concrete al disagio abitativo”.

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di Lucio Meo - 10 Gennaio 2026